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Freme la vita – I sogni di Goffredo Mameli

Freme la vita – I sogni di Goffredo Mameli

Roma. 3 giugno 1849. Sono stati attaccati a tradimento. Il generale Oudinot ha scritto al generale Rosselli che avrebbe atteso fino al 4 giugno ad attaccare, per permettere ai connazionali che lo volessero di fuggire dalla capitale. Invece, la mattina del 3 i francesi colpiscono a sorpresa e alle tre del mattino fanno esplodere mine contro Villa Pamphilj e da lì si dirigono verso Villa Corsini. Garibaldi viene svegliato e, alle sette del mattino, ha già radunato poco meno di tremila soldati che hanno già riconquistato Villa Corsini. Ma l’artiglieria nemica è più forte e, durante l’intera giornata, le truppe di Garibaldi subiscono ripetute sconfitte. Nino Bixio viene colpito al fianco e anche il giovane Goffredo Mameli viene gravemente ferito a una gamba. Inizialmente trasportato su una lettiga e medicato, il ragazzo viene poi caricato sull’ambulanza e condotto giù verso Trastevere, direzione ospedale dei Pellegrini. Mentre il suo corpo è scosso da tremiti, mille immagini della sua vita si susseguono nella mente e raccontano di un bambino nato gracile e piccolissimo, il 5 settembre 1827 a Genova. Goffredo rivede se stesso, stanco come la donna che lo ha appena partorito; vede la stanza in cui viene al mondo e la levatrice che tenta in ogni modo di animare il suo corpo che fatica a svegliarsi. All’improvviso eccolo il suo primo vagito e il desiderio di affacciarsi finalmente alla vita. Una nuova immagine lo riporta a quando ha otto anni e suo fratello minore Giovanni Battista ne ha sei: sono a bordo del vascello “Aurora”, insieme ai genitori Giorgio e Adele. A Genova imperversa un’epidemia di colera che ha già mietuto parecchie vittime. Qualcuno cerca di fuggire al morbo, trovando rifugio in abitazioni di campagna, ma la malattia è spietata e arriva ovunque. Dopo aver visto il male portargli via la suocera, il capitano Giorgio Mameli ha deciso di imbarcare tutta la famiglia sulla sua nave. Sono diretti in Sardegna dove, si spera, la morte non potrà raggiungerli. Giorgio è preoccupato per la moglie e per il figlio minore, ma il suo timore maggiore riguarda Goffredo, da sempre gracile e piuttosto debole...

Ebbe Garibaldi e Mazzini tra gli amici; visse tra Milano, Genova e Roma; influenzò con il suo carisma la cultura del suo tempo; fu un eroe del Risorgimento e scrisse il testo di quello che sarebbe diventato l’inno nazionale della Repubblica Italiana. E tutto questo in poco più di vent’anni di vita. Goffredo Mameli è una figura importante del Risorgimento italiano, un eroe e un simbolo. La sua vita viene studiata nel dettaglio e romanzata da Francesco Randazzo – regista e autore con una lunga serie di corsi di recitazione, scrittura creativa, drammaturgia e regia nel curriculum – che riesce a miscelare con sapienza e cognizione di causa verità storica e finzione, realtà e intreccio narrativo fino a dare vita a una figura a tutto tondo, rappresentativa di un’epoca e di un orgoglio nazionale ammirevoli. Mai come oggi Mameli rappresenta l’incarnazione del giovane – poco più che adolescente – forte e fragile insieme. Goffredo vuole cambiare il mondo e la realtà in cui vive; ci crede e lotta per i suoi ideali; sacrifica la sua giovane età e il suo futuro per un sogno che cessa di essere individuale e assume le forme di un sogno universale. Ma è anche un ragazzo che ha da poco superato i vent’anni e ha paura: ferito a una gamba e condotto all’ospedale riavvolge il nastro della sua breve vita e coinvolge il lettore in un racconto che lo vede piccolo e gracile con la famiglia, spavaldo con il fratello minore, vispo e intelligente già da bambino. Intenerisce questo ragazzo che, sofferente e stanco, racconta a un ragazzino di Trastevere il significato di quello che diverrà l’inno nazionale italiano. Mameli è un giovane dell’Ottocento ma è anche un ragazzo di oggi, uno di quelli che lotta contro la prepotenza e la sopraffazione, che porta avanti con coraggio la battaglia per l’affermazione dei diritti, che combatte le ingiustizie e la barbarie. Alla sua figura è stata dedicata recentemente anche una fiction Rai di grandissimo successo, Mameli - Il ragazzo che sognò l’Italia, diretta da Luca Lucini e Ago Panini e interpretata tra gli altri da Riccardo De Rinaldis Santorelli, Amedeo Gullà, Neri Marcorè, Isabella Briganti. Nel suo libro Randazzo offre al lettore un personaggio vivo e pulsante; regala pagine di Storia e di orgoglio nazionale; ricorda il coraggio e il patriottismo di una figura forse non adeguatamente ricordata e celebrata e, ultima ma non meno importante osservazione, arricchisce la biografia di oltre settanta pagine di note storiche, inclusa la Costituzione della Repubblica Romana del 1849, che mostrano il profondo e accurato lavoro di ricerca che sta dietro la stesura del testo.