Biliardino

Biliardino

Madrid, novembre 1936. Poche ore prima ha conosciuto Pablo Neruda, poche ore prima era tra le braccia della sua vecchia amica Maria, un attimo dopo gli aerei nel cielo, la notte che si fa ancora più buia per poi illuminarsi di esplosioni, poi quella bomba, la ferita alla gamba, gli occhi pieni di sangue. Olesa di Montserrat, Catalogna. Alexandre Campos Ramírez è ricoverato con altri ragazzi malati, molti di loro mutilati, ragazzi che al calcio, ad esempio, non potranno mai più giocare. Con un po’ di aiuto e materiali di fortuna, Alexandre inventa un modo per farli giocare ancora: “un tavolo di legno di pino, palline da gioco di sughero compressato, piano in vetro e giocatori modellati al tornio con le divise del Real e dell’Atletico Madrid”, c’è persino un sacchetto per raccogliere la palla quando si fa gol. È la sua idea, il biliardino. Perpignan, Francia. 1937, Alexandre è in lista per un visto. Lasciare la Spagna franchista, andare a Parigi, con qualche vestito ed i pochi documenti che è riuscito a salvare, ha perso persino i brevetti del biliardino e del volta pagine a pedale che aveva inventato laggiù a Montserrat, ma almeno il visto lo avrà e poi chissà, prima la Francia e da lì l’Inghilterra…

Raccontare una storia così non è stato facile. Spataro inizia il suo soggetto già nel 2011, seguono due anni di ricerca, documenti, testimonianze, aneddoti, trasferte in Spagna ed altre ricerche. Quella di Alejandro Finisterre o Alexandre Campos Ramírez o Simplicio Revulgo, tanti i nomi con cui si faceva chiamare, è stata una vita piena di ombre, di leggenda, di dicerie e non è possibile dare per certi tutti i fatti. Spataro, allora, forte comunque di questa premessa, crea una storia possibile. Riallaccia i frammenti in un mix di biografia e storia europea che si scoprono spesso legate dalla cangiante figura di Finisterre, ballerino, scrittore ed inventore, ma anche editore e transfugo, forse in possesso di documenti scottanti forse no, ma certamente antifranchista e sempre in movimento tra Europa ed America latina. Gran parte di Biliardino è però anche quella storia che inizia dalla Guerra civile spagnola fino ad oggi, ricca di volti famosi come Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Pablo Neruda, Che Guevara, probabilmente la fetta di graphic novel più impegnata ed impegnativa – anche per il lettore a cui, ogni tanto, mancano i giusti raccordi per seguire ogni passaggio - ma anche la più inevitabile. Il tratto di Spataro è plasticissimo e fa tesoro del proprio background caricaturale per ritrarre i suoi protagonisti del Novecento. La scelta cromatica, invece, si limita al rosso ed al blu, i colori dei giocatori del calcio balilla che tutti conosciamo.Nota di merito per le prime pagine, nelle quali Spataro illustra una lunga carrellata di tutte le versioni del biliardino, dalle prime bagatelle francesi del XIX secolo fino al calcio da tavolo tedesco degli anni ‘40.



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