David Rossi – Una storia italiana

David Rossi – Una storia italiana

A Roma, nell’aprile del 2005, il nuovo Papa si affaccia al balcone; quattro anni dopo, nelle stanze private di Benedetto XVI, entra un uomo. “Ho bisogno di te per un compito molto importante e molto difficile”, dice il Pontefice a colui che è inginocchiato difronte a lui, con il viso coperto dalle spalle. “Dovrò cambiare molte cose, santità. È una riforma importante, quella che chiede”, risponde l’uomo dopo che Benedetto ha esposto la sua richiesta. “Hai mano libera, usa molta cautela. La chiesa ha molti nemici, e i più insidiosi si trovano appena dietro le nostre spalle”. Cambio scena. Esterno notte di una enorme villa illuminata, qualcuno cammina sospettoso, lungo il vialetto pieno di macchine costose, entra. All’interno, in un ampio salone opulento, una scena invereconda si offre ai suoi occhi: un’orgia sfrenata, con uomini anziani che fanno sesso con donne bellissime e ragazzi giovani, nudi e nude coperti solo da una mascherina nera, sporchi di ogni lordume, in un’empia, scellerata e casuale simulazione dell’ultima cena. Il nuovo arrivato è David Rossi, a lui si avvicina un uomo anziano vestito ma anche lui con una mascherina sul viso: “Scusa se ti ho fatto aspettare, David, è tutto qui dentro” dice mentre gli porge una valigetta, “Non perdere mai di vista la valigetta. Pure al cesso te la devi portare”…

La Storia italiana (fatta di cronaca nera, eventi enormi, colpi di scena, politica mescolata con violenza e criminalità, e ancora dramma, intrighi familiari, lunghe dinastie, misteri) è letteralmente popolata di così tante storie da essere un serbatoio infinito per la narrativa di genere, al cinema, in tv e in letteratura. Se ne è accorto Mario Martone al cinema, se n’è accorta la HBO in tv, e negli ultimi anni se ne sono accorti anche i tantissimi fumettisti di talento che hanno creato alcune ottime graphic novel che raccontano episodi appassionanti della nostra cara Italia, spaziando dal romance alla politica al dramma. Nel 2019 Antonino Monteleone, già autore per “Le Iene” (e questo la dice lunga sul suo tono, nel bene e nel male), ha pubblicato per Round Robin questo David Rossi – Una storia italiana, un romanzo grafico che prende le mosse dalla durissima sentenza del Tribunale di Milano a carico degli ex vertici di Banca Monte Dei Paschi Di Siena per presunte irregolarità nelle operazioni finanziarie realizzate dall’istituto di credito senese tra il 2008 e il 2012, collegandosi alla tragica morte di David Rossi: un intreccio oscuro e appassionante, che offriva diversi spunti per una narrazione a metà strada tra il noir e l’inchiesta giornalistica. Peccato che il David Rossi di Monteleone non sappia però cogliere né un tono né l’altro, sprecando anzi le enormi potenzialità che il fumetto, come medium offre. Si parlava sopra dello stile de “Le Iene” a proposito dell’autore: che è lo stesso stile di questo libello, sensazionalistico ma abbastanza superficiale, che instilla dubbi ma non dà nessuna base per poter decodificare la realtà, per poter rispondere alle tante domande che pone, come se l’unico intento fosse quello di confondere il lettore. Ma anche a prescindere da questo, David Rossi è una graphic novel che parte in medias res, ma non riesce a fornire gli strumenti per poter godere appieno della lettura. Lettura che presuppone un altissimo grado di informazione su una vicenda già di per sé nebulosa: e senza entrare nel merito (politico, culturale, sociale) della vicenda in sé, è un enorme potenziale sprecato, perché si fa fatica a superare le prime pagine sperando in una chiarificazione della trama che invece non arriverà mai. A poco servono le efficaci ma poco originali illustrazioni di Mattia Ammirati: David Rossi ha sul fondo, irrimediabilmente, il sapore di una bella occasione perduta.



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