Desolation club – Nuovo mondo antico

Cinquecento anni dopo che la gravità ha smesso di esercitare la propria forza, evento che ha quasi causato l’estinzione della razza umana, i discendenti dei sopravvissuti vivono nella città ipertecnologica di Uueit, dove si studiano e sviluppano macchine in grado di rendere possibile la sopravvivenza. È qui che un gruppo di adolescenti, stanchi della rigidità delle istituzioni e delle violenze perpetrate dalla polizia, conduce una vita ribelle. Le situazioni famigliari difficili, il senso di alienazione dovuto a una società indifferente e un’intera esistenza a Uueit come unica prospettiva portano i ragazzi a compiere azioni che, spesso, finiscono per metterli nei guai. Dopo l’ultima bravata di Vikt, che coinvolge accidentalmente anche la giovane cameriera Pwa oltre che il resto della compagnia, la situazione sembra aggravarsi definitivamente. Questa volta la punizione sarà inevitabile ed esemplare. Ma non tutto sembra essere perduto e al gruppo si presenta un’opportunità di fuga che comporterà una tanto affascinante quanto pericolosa conseguenza: una vita nell’inesplorato e desolato mondo esterno…

Partendo da un assunto che, narrativamente e scientificamente, appare alquanto farraginoso e che, forse, farà storcere il naso ai veri nerd (quelli in stile Sheldon Cooper, per intenderci), Desolation Club è una storia composta da molteplici livelli tematici. Seppur caratterizzato da una scrittura e da un reparto grafico particolarmente freschi, Il contesto nel quale si svolge il racconto riporta alla mente molti riferimenti (probabilmente troppi) a prodotti mainstream come L’attacco dei giganti di Hajime Isayama e Runways di Brian K. Vaughan. La vera forza di questo graphic novel è indubbiamente rappresentata dalla caratterizzazione dei personaggi, aspetto assolutamente di primaria importanza per una storia corale. Le ambientazioni distopico-apocalittiche sono spesso, infatti, funzionali alla volontà dell’autore di affrontare il tema del disagio giovanile in molte delle sue forme, come in quel Breakfast club dal quale il titolo sembra quasi prendere ispirazione. Lorenzo Palloni confeziona sapientemente la sua opera in maniera accattivante, soprattutto per una fascia di lettori molto giovane. Tuttavia, Desolation club non brilla per originalità e, tra un inseguimento rocambolesco e un dialogo tra adolescenti problematici, non riesce a creare una tensione narrativa in grado di catalizzare completamente l’attenzione.

 


 

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