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The Fiction

The Fiction

Tyler è pronto per andare a dormire. Dal piano superiore arrivano i richiami di sua moglie Robin ma uno spiffero richiama la sua attenzione. Accanto alla finestra aperta c’è quello strano libro rosso che aveva sepolto in un remoto angolo della sua testa, cancellato dalla memoria il giorno in cui Tsang sparì nel nulla. Per quanto provi a resistergli, Tyler non riesce ad evitare di sfogliare di nuovo le sue pagine e leggere quale sarà il suo imminente futuro. Proprio nel momento in cui la sua mente elabora le ultime parole del capitolo “…Ma è troppo tardi. Lui è già sparito”, questo è ciò che accade nella realtà. Solo la sua amica Kassie, che con lui condivide il segreto del misterioso libro TF può salvarlo. Lei è la prima ad arrivare sul luogo della scomparsa, per consolare la sua amica Robin e tentare di riportare Tyler nel mondo reale. Sa che il suo amico d’infanzia è finito in quello strano universo in cui tante volte si sono rifugiati da bambini, quello stesso piano parallelo di realtà che ha inghiottito Tsang, imprigionandolo fra le sue spire così incredibili che lei, Tyler e Max hanno dovuto raccontarsi, per sopravvivere, una storia differente, in cui Tsang non è scomparso in un mondo creato dalla fantasia di tutti gli scrittori che hanno popolato la Terra ma per la violenza cieca di suo padre. Eppure nessuna verità può essere sepolta troppo a lungo, e forse è vero che “la realtà è solo una storia che raccontiamo a noi stessi”…

The Fiction distribuisce abilmente elementi horror che richiamano l’immaginario antico e recente come il Demogorgone (che nel fumetto è un ibrido fra elementi vegetali e animali, fra cui antenne da insetto e lunghi tentacoli) a un procedere metanarrativo in cui i protagonisti si trovano ad attraversare il sottile confine fra fruitori e creatori della storia, fra l’emozione di vivere dentro le pagine di un libro propria dei lettori e l’angoscia che deriva dal modificarne la trama in base ai propri stati d’animo. Nel mondo parallelo in cui finiscono Tyler, Kassie, Max e Tsung gli scenari vengono creati e distrutti dall’eterna lotta fra due entità, l’Essere Dorato e il Demone della Corruzione: l’uno lotta per il lieto fine, l’altro per inghiottire ogni cosa. L’espediente di un libro o della fantasia capaci di portare “i sognatori” in un multiverso misterioso non è certo originale, riprende il genio di Lewis Carrol, Italo Calvino e Luis Borges, tutti citati fra le pagine, ma anche le atmosfere cupe e surreali del serial Stranger Things, dei romanzi di Stephen King o della serie a fumetti Sandman di Neil Gaiman. Eppure l’arte di creare mondi propria dei bambini è ancora capace di affascinare il lettore, e in definitiva “il fine” ultimo dei libri: quello di farci evadere dal mondo reale. Il concetto di fuga in The Fiction si espande però oltre la linea temporale consentita, e si fa strada nel lettore la domanda: “E se fosse per sempre?”. Mescolare paura dell’ignoto e sete d’avventura è da sempre caratteristica degli eroi, e i protagonisti del libro si trovano loro malgrado a interpretarne il ruolo, senza armi se non quella della memoria resa vivida dalle vignette in flashback. Il segno grafico è realistico e abbastanza inquietante nelle parti horror, così come la colorazione che anticipa i cambi di ritmo della narrazione e le emozioni dei personaggi. Il doppio epilogo è funzionale all’impostazione surreale che gli autori hanno scelto per la loro storia.