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Gli Orchi-Dei – Mezzo Sangue

Yori è riuscito a ottenere la prestigiosa carica di ciambellano reale, è finalmente il tramite ultimo fra i Giganti e gli Uomini. Il prezzo da pagare è stato alto, ma ha perseguito con costanza il suo obiettivo fin da quando era appena un bambino. L’ambizione e la perseveranza, unite a una forza di volontà mista alla rabbia che ha provato quando suo padre ha abbandonato, suo malgrado, al loro destino lui e sua madre. Non poteva fare altrimenti, Yori aveva appena sfregiato un occhio a uno dei suoi figli legittimi. Yori, pur essendo stato riconosciuto dal nobile Loris Elissen, è comunque un mezzo sangue, non un sangue nobile. Una condizione insuperabile per scalare la scala sociale fino a ottenere la carica tanto desiderata. Eppure un modo per elevarsi esiste, e le sue doti fisiche potrebbero aiutarlo. Per questo si avvicina alla ricca e nobile vedova nota come La Marescialla, con tutte le mielose moine di cui è capace. Infine riesce a diventare il suo amante preferito, e infine il suo figlio adottivo. Ma questo è solo l’inizio. Il capello di gigante che gli regalò suo padre quando era piccolo, più che la reliquia di un amore perduto, diventa il simbolo di ciò che è necessario fare diventare ciambellano: ordire, ingannare, forse uccidere. Tutti i mezzi, in fondo, giustificano il fine supremo. Arrivare faccia a faccia con l’immenso Re Gabaal è confortante, per un mezzo sangue cresciuto nelle peggiori bettole del villaggio degli uomini, ma può essere anche molto pericoloso…

Il secondo volume della saga Gli Orchi-Dei abbandona il regno dei Giganti e le sorti dell’erede Piccolo, il minuto gigante che la regina madre ha salvato dalle ire di Re Gabaal, per portare il lettore nel regno degli uomini. Non sono meglio dei giganti gli uomini descritti da Hubert attraverso le spettacolari tavole disegnate da Gatignol, anzi risultano più subdoli e malfidi. La loro piccola stazza li porta a trovare soluzioni meno violente di quelle dei giganti, ma anche loro paiono aver dimenticato l’etica a favore della convenienza e della sete di potere, l’unico faro che sembra guidarne le azioni. Una riflessione che Hubert affida a una narrazione in cui approfondisce la storia di un unico personaggio, il mezzosangue Yori Draken, figlio illegittimo del nobile Loris Elissen. Gli autori ci offrono uno spaccato sul percorso che porta il piccolo Yori fino al ruolo di ciambellano. Nel volume, oltre alle tavole, sono presenti dei piccoli inserti con delle monografie che descrivono i più importanti ciambellani dai tempi del primo re gigante, il Re-Dio. Dal ciambellano Malkus Elissen fino a Yori Draken, in un percorso in cui è chiaro quanto in realtà sia difficile la convivenza fra i giganti e i loro sudditi umani, che tuttavia non riescono mai a ribellarsi per l’evidente gap fisico che li ridurrebbe in briciole, se solo osassero sfidare gli Orchi-Dei. Se il primo volume si è concentrato sulla violenza e sulla forza bruta, questo secondo albo ha il suo focus sul sesso utilizzato come mezzo per ottenere molti fini, una pratica che ancor più avvicina la narrazione all’ottica della nobiltà decadente e dissoluta che già avevamo assaporato nel primo volume. Una lettura pregiata, non solo per l’eleganza e l’ottima fattura con cui è stampato il libro in cui spiccano i caratteri neri e dorati, ma anche per la qualità della sceneggiatura e dei disegni, che rendono gli Orchi-Dei una delle più interessanti saghe gotiche attualmente in produzione.