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I fratelli Dracula

Targoviste, 1462. Radu s’imbatte in un mucchio di cadaveri trafitti e una fortezza in lontananza: lì ci abita il fratello, Vlad, il carnefice di tutti quegli uomini. Vent’anni prima, Gallipoli. Radu e Vlad sono fatti prigionieri dal sultano per fiaccare la resistenza di loro padre alle mire espansionistiche dell’impero ottomano. Sono degli ostaggi, ma vengono trattati con tutti gli onori e svolgono anche il ruolo di guardie del corpo di Mehmed, figlio del sultano e loro coetaneo. Radu viene addestrato per la guerra, esercitandosi con l’arco, mentre Vlad rifiuta qualsiasi forma di insegnamento, e anzi pensa che sia solo un modo per far dimenticare loro la condizione di prigionia. I tre ragazzi, Radu, Vlad e il figlio del sultano, giungono un giorno in un villaggio disabitato, apparentemente abbandonato da poco: il terreno è zuppo di sangue e un forte odore di morte aleggia nei dintorni. Qui, si trovano davanti a una profonda grotta ed entrano, perché così recitano le indicazioni del sultano dettate al figlio prima della partenza, peraltro rimaste oscure ai due fratelli fino all’ultimo. Proseguono il profondo tratto di strada e sbuca dall’oscurità un essere spaventoso, insanguinato, e con alle spalle colonne di teschi e ossa che si ergono da terra…

Cullen Bunn (tra i tanti, autore di Unholy Grail, X-Men, Deadpool, Venomverse) e Mirko Colak (illustratore di Punisher, Teschio rosso, Il male incarnato, Red Sonja Vol.5) ci regalano questo graphic novel a tinte gotiche/splatter, una rivisitazione delle origini della figura di Dracula. I due poco più che adolescenti Radu e Vlad sono rampolli della nobiltà transilvana, entrambi presi in ostaggio dai Turchi. Radu è più incline al rispetto delle regole imposte e seguirà l’addestramento come arciere, Vlad invece ha un carattere ribelle e la loro posizione gli sta stretta. Nel giro di poco tempo entrambi scopriranno il vero motivo per il quale avevano l’obbligo di allenarsi: uccidere i vampiri, grande problema e minaccia per l’impero ottomano. Vlad, nonostante il rifiuto agli addestramenti, si rivela il più coraggioso e il più forte, a dispetto della codardia di Mehmed e della paura di Radu. Vicino a lui c’è anche una donna, Ermine, che stempera la durezza del ragazzo e cura le sue ferite. La trama è ricca di spunti, e non mancano sottotrame altrettanto interessanti. I colori di Maria Santaolalla sono accesi, antinaturalistici, e propongono un azzurro tendente al blu per i vampiri. Il mito di Dracula, nato dal romanzo di Bram Stoker, ha influenzato e influenza tuttora l’immaginario collettivo, ma è soprattutto una pietra miliare del genere horror in campo letterario, fumettistico e cinematografico. La figura del più celebre vampiro di tutti i tempi è stata più volte reinterpretata (pensiamo soltanto al Nosferatu di Murnau, ai film della Hammer, al Dracula di Francis Ford Coppola e alla serie Penny Dreadful, per citare un prodotto recentissimo) e quello di Cullen Bunn e Mirko Colak è l’ennesimo reboot, che getta una nuova, sinistra luce sull’adolescenza del giovane Vlad Tepes. Una luce rosso sangue.