Jimmy’s Bastards ‒ Una cascata di bastardi

Jimmy’s Bastards ‒ Una cascata di bastardi

Londra. L’affascinante, bastardo e puttaniere Jimmy Regent è il migliore e principale agente del Secret Intelligence Service del Regno Unito (ovvero MI6), di fatto la (seconda) spia britannica più famosa del mondo. Vive alla grande e lascia morire gli avversari, beve tanto (sempre in una flûte) e gioca spesso a golf, mirabilmente infallibile con la pistola e sessualmente irresistibile con le donne, non ha un momento di pace. Dopo aver eliminato Bobo, la scimmia/pagliaccio, il suo vecchio nemico Theophilus Trigger e un gruppo di terroristi, non riesce proprio a godersi un meritato riposo: la setta Soluzione Gender, composta da uomini e donne altamente addestrati e pericolosi, sta mettendo a ferro e fuoco Londra, con lo scopo di attirare il super agente segreto in una trappola ed eliminarlo, trasformandolo in bersaglio mobile per una terribile vendetta privata. Appena finito di trombare (come conigli) con la precedente bionda partner Olga, ora gli hanno affiancato la bella brava nera Nancy McEwan, che conosce la sua reputazione di seduttore impenitente e intende essere l’unica femmina in grado di resistergli. Lui si consola godendo con altre due ma presto il dovere lo chiama: arcinemici nazisti usano mercenari neri per gli attentati e il barista del club Idi (ormai Julius) cerca di depistarlo versandogli champagne (il solito). Questa volta la situazione è davvero complicata, i coalizzati sono tanti e assolutamente motivati. Traumi per tutti…

Per gli appassionati del genere un editore specializzato ha portato in Italia Jimmy’s Bastards, una delle ultime serie targate AfterShock, scritta dal noto fumettista nordirlandese Garth Ennis (1970, originario di Holywood vicino Belfast, vive e lavora a New York) e illustrata dal coetaneo disegnatore americano Russ Braun, presentando in volume i primi cinque numeri, originariamente usciti tra agosto e novembre del 2017. Ispirato come evidente a una parodia trash di James Bond, c’è quasi sempre l’ineffabile protagonista in scena, ogni tanto le trame di massa dei cattivi. L’ambizione è risultare politicamente scorretti, nella sottesa critica sociale, nella fraseologia dei dialoghi, nelle situazioni di sesso e violenza, nel contesto di doppi sensi linguistici e di irriverenza cartoonesca, nel divertimento esasperato. Tutto è (volutamente) sopra le righe e volgare, contro stereotipi e luoghi comuni; a qualcuno possono probabilmente piacere le tavole frenetiche e deliranti, lo stile esuberante, le pungenti caricature, nomi e cognomi mai scelti a caso. In appendice belle varianti delle copertine. Ecco i titoli delle cinque parti del volume: Fottiamo papà, Novantanove per cento, Alcuni animali sono più uguali degli altri, Notevolmente perculabile, Portate il cucciolo. Non finisce lì, nulla da aggiungere.



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