L’ora X

L’ora X

Taranto, primi anni ’70. Sara passa a distribuire tra gli operai “Lotta Continua”, organo informativo della formazione politica di sinistra extraparlamentare in cui milita. Anche Sebastiano, il suo ragazzo, è un militante e come lei distribuisce volontariamente il giornale. Quel giorno tra le notizie spicca quella della morte sul lavoro di due addetti dell’Italstrade, ditta d’appalto dell’Italsider, intossicati da gas e quella della protesta che ha scatenato. Sono tragedie che purtroppo accadono con sempre più frequenza nella città pugliese. In dieci anni sono morti 180 operai e si sono verificati oltre 100 mila infortuni. E pensare che fino a non molto tempo prima a Taranto si viveva perlopiù di pesca e di agricoltura. In realtà la Puglia è ancora fondamentalmente a trazione agricola, l’industria si è praticamente fermata a Taranto, alla zona industriale di Bari, alla Montedison di Brindisi, alla Fiat di Lecce. Sara e Sebastiano sono uniti dalla passione politica e dalla lotta per i diritti. Diritti che stanno cercando di conquistare anche nelle loro famiglie di origine. Sebastiano non ha nemmeno le chiavi di casa, ai suoi genitori non fa piacere che rientri senza avvisare. I due discutono e si confrontano spesso, Sebastiano spesso le chiede come si immagina l’ “ora X”, il “botto”, il giorno in cui scoppierà la rivoluzione…

Erri De Luca si cimenta per la prima volta in una graphic novel attraverso quest’opera composta a sei mani con Paolo Castaldi, disegnatore, già autore della biografia a fumetti di Maradona, e Cosimo Damiano Damato, regista, con cui ha scritto i testi, inizialmente pensati per una sceneggiatura. Il tema è sicuramente da lui molto ben conosciuto, quello della militanza nella sinistra extraparlamentare italiana nei caldi e movimentati anni ’70. De Luca, com’è noto, ha fatto parte di Lotta Continua, la formazione politica a cui appartengono anche i due protagonisti e conosce bene l’epoca in cui il fumetto è ambientato. Raccontare quel periodo, quella vicenda politica, quelle battaglie e quelle tensioni attraverso il fumetto è una sfida complessa ma sicuramente avvincente. Sara e Sebastiano, i due personaggi principali, lottano per la conquista di libertà e diritti nel lavoro, nella società così come nelle loro famiglie di origine, in cui non si può proprio dire che il rapporto tra uomo e donna sia concepito in modo paritetico. Il ritmo della narrazione è scandito dagli articoli di “Lotta Continua”, organo d’informazione dell’omonima organizzazione, nato nel 1969, ma anche da frequenti citazioni di poeti o artisti. La matita di Castaldi è quasi lieve, poco accentuati i colori e predominanti le tonalità seppia, così come sfumata è la narrazione e vago il susseguirsi delle vicende che riguardano i personaggi. La scelta dell’ambientazione non pare assolutamente casuale, Taranto è una città che oggi come allora è spesso al centro della cronaca proprio per le tematiche del lavoro e questo più di tutto, forse, rende la graphic novel attuale pur se collocata temporalmente cinquanta anni fa. Tutti gli espedienti utilizzati contribuiscono a calare il lettore in questa stagione così particolare e importante della nostra storia recente, con intensità ma anche con ironia, come dimostra il colpo di scena finale.



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