La lupa

Aperta campagna. Verso sera. L’uomo legato è all’interno del furgone e può solo sentire il rombo del motore del trattore che si avvicina. La implora urlando, le urla a squarciagola di non farlo. Ma sa che lei non si fermerà. Poi la botta e il furgone che si ribalta. Dalla fessura nella lamiera la benzina comincia a colare sui suoi vestiti. L’uomo impreca, si dimena, singhiozza, poi urla a perdifiato il nome di Ginger. La supplica di fermarsi: pagherà! Ginger sa. Sa che va sempre così. Apre il portellone del furgone e lo libera, non prima di avergli ricordato il nuovo appuntamento. L’uomo se la dà a gambe levate, lei si accende una sigaretta e soddisfatta se ne va. Ha avuto ragione anche questa volta. Ha sempre ragione. Tutti pagano se messi alle strette, non importa in che modo. Lo stesso sarà per il signor Sahini. Lo va a trovare mentre è in casa con moglie e figli. Gli dice che il dottor Sannicola non può più aspettare. L’uomo tenta di prendere tempo, la implora, non ora, non davanti ai bambini. Prova a tergiversare. Si sfila l’orologio d’oro e glielo porge. Ginger sorride, troppo misero come anticipo. Chiede all’uomo di seguirla in una stanza. La famiglia è in preda alla disperazione. Si chiude a chiave con lui e lo massacra di botte prima di tornare di là. Moglie e figli inorriditi vedono tutto. Lei prima di andarsene gli dice che gli interessi inevitabilmente saliranno al settantacinque per cento, poi esce. Torna in macchina e si toglie i guanti. Tutto sembra come al solito, fra un po’ sarà dalla sua, di famiglia, e tutto tornerà come prima. Eppure qualcosa sembra essere cambiato, questa volta. Stasera c’è qualcosa che le sfugge. Non sa spiegarselo. Sente il corpo tremare, fremere, ha un conato di vomito, prova a riprendersi, a deglutire, a calmarsi, ma qualcosa dentro di lei quella notte sembra essersi incrinato per sempre…

Lorenzo Palloni, disegnatore, sceneggiatore e insegnante di fumetto presso le sedi di Reggio Emilia e Firenze della Scuola Internazionale di Comics, mette in scena un noir tagliente e asciutto come un bisturi. Senza fronzoli ma nella perfetta tradizione del noir metropolitano miscela adrenalina, ritmo, introspezione dei personaggi, atmosfere nerissime con bravura da veterano. La sua Ginger, spietato esattore di crediti e mano armata (e anche guantata) per conto del misterioso Dottor Sannicola, segue i suoi clienti con maniacale cura e dedizione, con agghiacciante sangue freddo e imperturbabile spietatezza. Ma Ginger mostra tutta la sua reale forza soprattutto una volta smessi i panni della spietata giustiziera, quando - tolti i guanti da lavoro - torna dalla sua amata famiglia, da suo marito, dai suoi due figli a cui nulla è ovviamente rivelato riguardo la sua parte oscura: è proprio in questo costante, schizofrenico e bipolare equilibrismo che Ginger dimostra la sua vera forza. Finché una crepa, una leggerissima fessura non le si insinua tra le sue granitiche certezze, cominciando lentamente a scavare dentro di lei, a fare breccia, fino a detonare in un finale mozzafiato. Ottimo il tratto, eccellente la grafica essenziale come la sceneggiatura, sempre in sottrazione e in levare, capace di trascinarti in quel vorticoso caleidoscopio e schizofrenico mondo in cui la protagonista si trova immersa fino al fatidico punto di non ritorno.

 


 

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