Le storie di guerra – 1943-44: Germania/Italia

Le storie di guerra – 1943-44: Germania/Italia

1943. Il sergente americano Leonard Wetmore ha solo diciannove anni quando lascia casa per raggiungere l’Inghilterra: l’Europa è in guerra, piegata dalla potenza del regime nazista. Ha con sé un manuale, le Istruzioni per i militari americani in Gran Bretagna e, giunto a Tombrook, nell’East Anglia, dove c’è il quartier generale del 707° Gruppo Bombardieri, Leonard viene assegnato al “Valentine’s Day”: sarà il mitragliere di un B-17, la celebre fortezza volante che ha dominato i cieli bombardando obiettivi sensibili e mettendo in crisi la famigerata Luftwaffe tedesca… 1944. Il 6 giugno, giorno dello sbarco in Normandia, ricordato come il D-Day, ha segnato le sorti della guerra, aprendo un nuovo fronte e, di fatto, dando vita al declino dell’esercito tedesco. Inoltre, ha totalmente calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica, gettando nel dimenticatoio chi ha combattuto, e continua a combattere, sul fronte italiano, dove soldati inglesi, scozzesi, canadesi, americani, polacchi, marocchini, francesi, neozelandesi, indiani, sudafricani e africani hanno dato un contributo fondamentale continuando ad avanzare a partire dal 3 settembre del 1943. Soldati ricordati, a torto, come gli “imboscati del D-Day”…

Continuano Le storie di guerra di Garth Ennis, giunte al quarto volume, con due storie ambientate nel vivo della Seconda guerra mondiale. La prima, Castelli in aria, disegnata da Matt Martins e Keith Burns, torna ad aprire una finestra sui cieli europei, dopo Lo squadrone dei vampiri del primo volume. Siamo in Inghilterra, da cui partono i leggendari B-17, le fortezze volanti (Castelli in aria è un titolo estremamente metaforico), per mietere terrore nel cuore della Germania nazista. La seconda, Gli imboscati del D-Day, disegnata da John Higgins e impreziosita dai colori di Pamela Rambo, è una storia dolorosa, che vede protagoniste le truppe sul fronte italiano, dimenticate dall’opinione pubblica e soprattutto accusate di imboscarsi nel Belpaese mentre i compagni si coprivano di gloria nel nord della Francia. A chiudere questo volume vi sono le commoventi tavole in cui campeggiano i soldati che hanno dato la propria vita in un paese straniero: tavole mute, accompagnate solo dalle parole de La ballata degli imboscati del D-Day, che racchiude in modo emblematico l’ingiustizia subita da questi soldati. Ancora una volta, quindi, Garth Ennis ci apre delle finestre sul secondo conflitto mondiale con storie che ci parlano di aerei, armi e combattimenti spericolati, ma anche e soprattutto di paura, sangue, uomini e donne che hanno dato la propria vita per una guerra che ha cambiato per sempre il volto dell’Europa e del mondo intero.



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