Mercy – La dama, il gelo e il diavolo

Mercy – La dama, il gelo e il diavolo

Woodsburgh, Washington, fine Ottocento. Esterno giorno. Siamo in una cava. Lady Swanson spara alla disperata contro qualcuno: contro qualcosa. Qualcosa di rosso, qualcosa di simile a un ramo o a un tentacolo gelatinoso. Spara piangendo. Spara per vendicare Trevor, suo marito. Joel e gli altri la trascinano via. “Hanno ucciso tutti”, sbotta una tizia, per scuoterla. “Tutti. E a differenza di quel bastardo di tuo marito, alcuni non lo meritavano. No. Se vuoi restare qui a crepare anche tu, fa’ pure...”. Fuggono tutti: e a quel punto c’è un’esplosione. Voluta. Scoppia tutto, la cava si ripiega su sé stessa. Poco più tardi, un tizio con una tuba e un elegante bastone da passeggio passa per osservare cosa è rimasto della cava dopo l’esplosione. C’è una maschera poggiata in terra. Il tizio s’avvicina, s’inginocchia, sembra rivolgersi proprio a quella maschera: “No... non può finire così! Tu... tu mi aiuterai”. E mentre parla, qualcosa – sembra un fiore rosso-rosa, una pianta rosso-rosa – cresce e si fa largo attraverso gli occhi della maschera; un attimo dopo, una mano insanguinata riemerge dalle rovine della cava. “Mi aiuterai, vero?”. Non riusciamo a sentire la risposta, ma sappiamo che una risposta c’è stata. Stacco. Una misteriosa voce fuori campo si presenta parlando dei suoi ricordi. È passato tanto tempo, eppure ricorda tutto. Ricorda soprattutto il dolore e il freddo. Era l’anniversario dell’esplosione in miniera, accaduta qualche anno prima: molte cose sarebbero cambiate, di lì a poco. La prima scena che incontriamo è ambientata in un cimitero. Mentre il prete conforta e consola chi ha perso i suoi cari – si direbbe una commemorazione, non un funerale – una trovatella cerca di avvicinarsi alla statua di un angelo; le hanno detto che somiglia alla sua povera mamma. Nel frattempo, in mezzo ai presenti, in parecchi non sopportano che ci sia Lady Swanson coi suoi figli, là in mezzo. Dicono che è una cagna. Dicono che è una cagna assassina. E così Lady Swanson preferisce tornare indietro, col suo compagno e i suoi figli, tornare a casa, e pregare da lì. Sta per scendere la neve, una neve fitta. Forse un presagio, un presagio di...

Western, gotica e sensuale, Mercy è una graphic novel che va giocando su diversi tavoli; è una storia misteriosa, cupa e violenta, che potrebbe rivelare un retrogusto ambientalista/naturalista (è solo una vaghissima suggestione: siamo agli inizi della saga) nella rappresentazione di un microcosmo spietato e violento e tuttavia non estraneo a qualche vaga forma di spiritualità. Si intravedono promettenti isole di purezza e di ingenuità infantile, in questo senso. Staremo a vedere. C’è invece qualcosa di diabolico nelle morti che infesteranno la piccola Woodsburgh: resta da definire a dovere la natura e l’origine di queste “possessioni”, apparentemente luciferine (inquinamento ambientale della cava? Ribellione delle piante e della natura? Piante aliene?). Il giudizio non può che restare sospeso. Cristina Bona su “EveryEye” ha correttamente osservato che in questa nuova saga della Andolfo “ritroviamo il tema della figura femminile forte, pronta ad affermarsi in una società tradizionalmente dominata da uomini. Le premesse narrative [...] sembrano inoltre offrire spazio ad una riflessione legata in maniera più ampia ad esclusione e discriminazione, ma anche all’importanza dei ricordi e della capacità di stringere legami con chi ci circonda”. Il primo dei tre volumi dell’attesa serie Mercy [sottotitolo di questo primo pannello del trittico: La dama, il gelo e il diavolo] è stato presentato dalla Panini Comics, in anteprima, a Lucca Comics & Games nel novembre 2019; contestualmente è stato annunciato che la serie sarà pubblicata, durante il 2020, negli States da Image Comics e in Francia da Éditions Glénat. L’artista, Mirka Andolfo, classe 1989, partenopea, torinese d’adozione, illustratrice e colorista, è conosciuta per le serie comiche Sacro/Profano e soprattutto per ControNatura, pubblicata in tre volumi (sin qua) per la Panini: tradotta in dieci Paesi, campione di vendite in USA. Ha illustrato storie per la Marvel e collaborato con la Bonelli; ha firmato storie a fumetti per Dynamite e Aspen e storie brevi per Vertigo e Dc Young Animal. Last but not least, qualche cenno allo staff. Assistente al colore è stato Gianluca Papi; lettering di Fabio Amelia; editing di Diego Malara; design di Fabrizio Verrocchi. Copertina disegnata da Humberto Ramos e colorata da Mirka Andolfo.



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