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Reiraku – La caduta

Reiraku – La caduta

Quando andava all’Università, Kaoru Fukasawa aveva una fidanzata evanescente come una “fata morgana”, con il corpo magro e gli occhi di una gatta randagia; sorrideva poco, odiava essere fotografata ed era sempre infastidita. Lei fu la prima a fargli i complimenti per un suo manga, ma poi se ne andò via, confessandogli di non essere mai stata autentica con lui, di aver solo recitato la parte che lui le aveva assegnato e di aver provato un enorme senso di vuoto. Ora sono passati dieci anni e Fukasawa è diventato uno scrittore di manga di successo. Ha sposato un’editor conosciuta in redazione, ha appena completato una serie durata ben otto anni e sembrerebbe all’apice della sua carriera. Eppure, l’espressione spenta del suo viso e la postura ricurva delle spalle tradiscono il senso di grande insoddisfazione ed infelicità che lo attanaglia, costringendolo a trascinarsi in avanti come schiacciato da un peso insostenibile. La redazione per cui ha lavorato organizza una festa in suo onore per la pubblicazione dell’ultimo volume della sua serie ma, durante il suo discorso di ringraziamento, i colleghi sono distratti e la sua assistente pensa solo al cibo. Il dialogo con la moglie, ormai, è limitato a scarne conversazioni sulla loro gatta, e così, terminata la serata, Fukasawa decide di cercare conforto tra le braccia di una prostituta. “Ti faccio una cosa bellissima… così dimenticherai tutte le tue rogne!” gli dice lei, prima di prenderlo tra le braccia come un bambino piccolo: “Dai, non piangere… Amore, sei un bravo bambino”…

Autore dei celebri Solanin, La città della luce, Il campo dell’arcobaleno, Inio Asano si dimostra ancora una volta acuto conoscitore dell’animo umano, dei conflitti interiori e delle dinamiche interpersonali. La crisi esistenziale di questo sceneggiatore di successo, insoddisfatto della propria vita e sopraffatto dall’accidia, è rappresentata alla perfezione: tavole ricche di dettagli e di particolari dipingono paesaggi esterni, spesso urbani e cittadini, lasciando al contempo intravedere gli intimi luoghi della mente. I dialoghi tra i personaggi sono spesso scarni, a volte del tutto assenti: le parole lasciano il posto alle atmosfere, alla folla lungo una strada, al fischio di un treno che non si stava aspettando. Molto incisivo è il dialogo interiore del protagonista, che conferisce all’opera quasi il clima di un film di Malik: “Ciò che è rimasto in me… è un corpo esausto… e qualche soldo sul conto” – caratteri bianchi su sfondo nero, sembra quasi di sentirli. Asano non ha mai paura di raccontare la violenza: che si tratti delle menzogne di un’amica, della freddezza di un rapporto sessuale senza sentimento. Che si tratti di vuoto, di solitudine o di smarrimento, Asano narra la vita così come lui la vede, senza sconti né riserve. Il successo che sta riscuotendo in Italia è notevole e meritato. Con la lettura di quest’opera si ha la sensazione di entrare in un suo piccolo, ben nascosto segreto.