Rocketeer – Orrore a Hollywood

Rocketeer – Orrore a Hollywood

Cliff Secord, alias Rocketeer, è ormai sempre più esperto nell’utilizzo del jet-pack Cirrus X-3, dispositivo di volo che, spesso, si trova a dover difendere dalle grinfie di chi lo vorrebbe utilizzare per fini meno nobili. Nonostante la spericolatezza resti sempre una delle caratteristiche principali del giovane pilota, l’indole del supereroe ha definitivamente preso il sopravvento. Anche il meccanico Peev, completamente coinvolto nel ruolo di spalla e mentore, si è dimostrato una parte fondamentale del team. E poi c’è la bellissima e super-sexy Betty che, seppur corrispondendo pienamente il sentimento di Cliff, resta sempre croce e delizia, col suo carattere indomabile e indipendente. Gli Anni ’30 sembrano scorrere sereni a Hollywood, nonostante la crisi economica e una guerra lontana che pare avvicinarsi sempre più. Qualcosa di sospetto accade, però, in città: da giorni, infatti, il dottor Lowcroft sembra sparito nel nulla. Anche la giornalista Dahlia Danvers, coinquilina di Betty, svanisce indagando proprio sul caso dello scienziato. Inoltre, a tenere banco sui giornali, si manifesta il misterioso reverendo Otto Rune, fondatore della Chiesa del Cosmicismo, culto che sembra prendere sempre più piede, soprattutto tra gli abitanti più ricchi e celebri di Hollywood. Ben presto, le circostanze porteranno Betty e un team di investigatori a ricollegare i pezzi del puzzle. Cliff non potrà di certo tirarsi indietro: è il momento per Rocketeer di accendere il motore…

Dopo l’approccio decisamente dark di Mark Waid per Il carico maledetto, in questo terzo volume della collana di trade paperback che Saldapress dedica all’eroe volante, Roger Langridge riporta le avventure di Cliff Secord a una dimensione decisamente più leggera e scanzonata, a tratti ai limiti del comico. Sono veramente molti gli elementi di ispirazione a cui lo scrittore neozelandese fa riferimento nella costruzione della sua storia: dai palesi omaggi a I Miti di Cthulhu di Lovecraft ai fratelli Marx, da Star Wars ai non troppo velati richiami alle vicende legate a Dianetics, Scientology e al loro fondatore Ron Hubbard. Orrore a Hollywood conferma la validità del progetto editoriale dietro alla volontà di voler riportare alla luce un character che, nonostante vanti una trasposizione cinematografica (Le avventure di Rocketeer, 1991), è rimasto per anni appannaggio degli appassionati del genere vintage. Anche questo volume è, infatti, un piccolo tesoro da godersi tutto d’un fiato, adottando quell’approccio, forse un po’ “usa e getta”, tipico di chi ancora vuole leggere per divertirsi. Ma nonostante l’evidente tentativo di riavvicinarsi al lavoro originale di Dave Stevens, Langridge finisce per creare un’ulteriore deriva, questa volta opposta a quella di Mark Waid, in cui il tutto tende a prendere un aspetto esageratamente cartoonesco, a partire dalle tavole di J Bone per arrivare a passaggi della trama vagamente farraginosi. Tuttavia, anche questa volta, Rocketeer sembra volare alto (anche se non altissimo) nei cieli del mondo dei fumetti, quantomeno per quella costante ricerca dell’innocenza che è il reale marchio di fabbrica di questa testata.



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