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Fuori da un evidente destino

Fuori da un evidente destino

Arizona. Una serie di strani e misteriosi delitti sta sconvolgendo la tranquilla cittadina di Flaggstaff, ai confini della riserva Navajo, dove qualcuno sta progettando un’immensa opera di speculazione edilizia. Quattro persone, per un gioco del destino, si ritrovano nella città nella quale sono cresciute e dalla quale si erano allontanate per seguire i propri sogni o per scappare da qualcosa: Jim Mackenzie per andare a pilotare elicotteri a New York e fuggire dai limiti della piccola città; Alan Wells per evitare la carriera predestinatagli dal padre, scegliendo la vita militare; Swan Gillespie per inseguire il successo cinematografico; infine April Thompson, la sola ad essere stata via solo per alcuni anni, dopo una breve esperienza come giornalista a Phoenix. Ognuno di loro ha qualcosa da perdonare o farsi perdonare dagli altri. Jim è un meticcio: metà bianco, metà indiano. Il suo nome indiano è “tre uomini” e ha gli occhi di due colori. Ora Jim deve fare i conti con il presente, dopo aver trascorso una vita a fare i conti con il passato e con i suoi sensi di colpa. Qualcuno o qualcosa sta uccidendo delle persone frantumandone le ossa e Jim, con l’aiuto dello sciamano Charlie Owl Begay, dovrà capire il perché di queste morti atroci, risalendo al passato della sua gente, ad un antico episodio di sangue, il massacro di Flat Fields, per fermare un’antica maledizione che è tornata a colpire. Jim dovrà prestare molta attenzione alla voce del suo cane Silent Joe perché, ogni volta che il pericolo è vicino, lui inizia ad ululare…

Terza fatica letteraria per l’eclettico scrittore astigiano che ora ha piantato radici nell’isola d’Elba. Giorgio Faletti ci accompagna nei luoghi della civiltà Navajo, noti soprattutto agli appassionati del mitico Tex Willer, grazie a un attento studio sul campo. Dopo la Montecarlo di Io uccido e le Roma e New York di Niente di vero tranne gli occhi, l’autore ci racconta una Flaggstaff calda e impolverata, con le sue immense strade, soprattutto la leggendaria Route 66. Rispetto ai primi lavori, questo è un romanzo più lento: il plot è lineare, senza molti colpi di scena, ma il risultato è efficace. I personaggi sono arricchiti da un notevole bagaglio di sensazioni ed emozioni che Faletti comunica tramite un sapiente uso di metafore ed immagini poetiche. Non mancano i momenti distensivi, soprattutto quando si parla di Silent Joe, una vera e propria persona a quattro zampe. Filo conduttore dell’intreccio è il destino, dal quale il protagonista, Jim, ha sempre cercato di fuggire ma con il quale deve necessariamente fare i conti per salvare la sua vita e quella degli altri.