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Fuse ‒ Il turno russo

Fuse ‒ Il turno russo

36.000 chilometri dalla Terra. Una città orbitante nello spazio. Fuse. Per il detective della omicidi Ralph Dietrich il viaggio sta per terminare, sta per prendere servizio su Fuse, ma neanche il tempo di sbrigare le prime formalità burocratiche che si trova già per le mani l’omicidio di una cabler, come su Fuse vengono chiamati vagabondi e senzatetto. Il miglior modo per conoscere la sua nuova partner Klementina Ristovych, albina e veterana del Fuse da moltissimi anni. L’indagine prende subito una bella piega, c’è uno strano video in cui la cabler sembra partecipare ad un qualche scambio, di denaro, forse, ed un secondo cabler ucciso, questa volta un uomo di colore. Ma non sono questi gli unici problemi sul Fuse. È tempo di elezioni ed il sindaco in carica non vuole grane dalla omicidi, peccato che Ralph e Klem debbano recarsi proprio nel municipio per avere alcune risposte, ma queste sembrano portare solo altre domande…

 

 

Il primo aggettivo che mi viene spontaneo per descrivere Fuse è: “ordinato”.Fuse è un poliziesco di ambientazione fantascientifica: una ambientazione particolare, non eccessiva, mai disorientante, ma al contrario plausibile. Johnston resta concentrato su determinati aspetti della vicenda che non dipendono strettamente dallo scenario futuristico, bensì dall’interazione dei personaggi. Il meccanismo narrativo è pulito. Indizi e segreti sono ben disposti lungo le indagini, senza mai creare un eccesso di informazioni che potrebbero confondere inutilmente la lettura. Anche la scelta della una coppia di poliziotti protagonisti è un modello che funziona sempre: la nuova leva – che serve anche da tramite per il lettore per essere introdotto nella storia e nei vari aspetti dell’ambiente in cui questa si svolge – e il veterano, anzi la veterana, che fa da Cicerone coriaceo e funzionale, a sua volta, allo sviluppo di retroscena e cose non dette. Una per tutte, l’origine dei cabler, che dà alla trama un risvolto anche sociale ancora una volta non mutuato dal solo aspetto fantascientifico, ma che vi si inserisce con grande verosimiglianza e coerenza. Probabilmente Fuse paga un po’ il prezzo di questa natura, l’ordito non esplode, almeno per ora, anzi ha qualcosa di già visto, soprattutto nello specifico subplot politico, ma resta, comunque, una storia ben scritta ed orchestrata e che non si fa mancare un piccolo colpo di scena che sa rimettere tutto in discussione.