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Futuro anteriore

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Cinque camere da letto. Dieci ospiti. Tre giorni. Alcol. Droga. Sesso. Senza limiti. Senza tabù. Ad Appleseed Rectory, Quentin e Celia Villiers - coppia proprietaria della splendida villa - attendono con malcelata ansia l’arrivo dei loro ospiti. Ne arriveranno parecchi, tre addirittura dall’America, i quali promettono scintille fra orizzonti sessuali allargati e stupefacenti evoluzioni chimiche. Ci sono poi Andy e Diana – una coppia decisamente male assortita – e pure l’ansioso Giles e il ributtante Keith, deforme e già per caratteristiche genetiche degno di scherno e crudeltà assortite. Dovrebbe essere una tre giorni di divertimento per deridere l’immobile noia borghese ma, nel profondo dell’animo di tutti i partecipanti, striscia una certa ansia, che impedisce di godere appieno dei frutti proibiti del privilegio e del lignaggio. Giles continua, terrorizzato, a sognare di perdere tutti i denti e l’alcol non fa altro che accrescere le sue paranoie; Keith si domanda morbosamente se riuscirà a farsi accettare nell’agone sessuale nonostante le sue evidenti deformità, mentre i legami delle altre due coppie, al di là della dissolutezza d’ordinanza in contesti come questo, paiono ben più allentati del semplice gioco delle parti richiesto per l’occasione…

Uscito per la prima volta nel 1975 e pubblicato in Italia solo nel 2016, Futuro anteriore è il secondo romanzo di Martin Amis e in esso inizia a prendere corpo la feroce ironia satirica che è cifra stilistica di gran parte della produzione dell’autore inglese. Raccontando le iperboliche peripezie dei dieci (più uno?) personaggi riunitisi nell’elegante villa di Appleseed Rectory, lo scrittore dà fondo a tutta la sua verve caustica e aggressiva, offrendo al lettore un bouquet di figure idiosincratiche e paradossali che animano un ventaglio di emozioni che va dalla ripugnanza allo sdegno. Antipatici, dissoluti e privilegiati, gli “amici” che si incontrano per una tre giorni di assoluto edonismo fra sesso, alcool e stupefacenti non riescono volutamente a entrare in empatia con il lettore, il quale, nelle loro frivole insicurezze e nella loro ingiustificata altezzosità intravede un mondo sciocco e futile, desiderando, in una certa misura e non del tutto inconsciamente, una forma di castigo. Tale castigo prende la forma del misterioso Johnny, una sorta di ospite (misterioso o forse no?) che con i suoi scherzi crudeli e i suoi avvertimenti, tinge di un giallo tenue l’intera opera, la quale si avvia, pagina dopo pagina, verso un finale scoppiettante e cupo. Amis, come farà circa dieci anni dopo con Money, mette nel mirino determinati aspetti della società e li estremizza tirandone fuori contraddizioni e lati oscuri ed esibendoli beffardamente in tutta la loro frustrata e frustrante superficialità. In Futuro anteriore l’autore, ancora giovane ai tempi della pubblicazione, deve ancora padroneggiare appieno i propri strumenti più peculiari (l’occhio “clinico”, la caratterizzazione di personaggi grotteschi ed estremi, la satira di costume) ma al lettore più attento non può sfuggire come, tra le pagine del romanzo, emerga comunque una lucida critica degli aspetti più falsamente bohemien degli anni ’60 e a un certo snobismo radical chic che, proprio in quegli anni, iniziava a fare “apprezzare” tra le pieghe della società.