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G8 Genova 2001 - Storia di un disastro annunciato

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La mattina del 16 luglio 2001 Gianluca Prestigiacomo e due suoi colleghi mettono in moto l’auto e si avviano verso Genova, dove si terrà il G8, dal 19 al 22 dello stesso mese. I tre uomini sono agenti della DIGOS – Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali – di Venezia e devono andare a prestare servizio affinché le manifestazioni di protesta si svolgano nella maniera più tranquilla possibile. Un occhio particolare è rivolto a Luca Casarini, leader dei Centri social del Nordest, il quale è frequentemente accusato dai media e dalla politica di essere un aizzatore delle masse e di cercare continuamente lo scontro. La protesta a Genova è rivolta contro la globalizzazione, il neoliberismo, il riscaldamento globale, le disuguaglianze sociali e le miopi politiche migratorie. Tra i manifestanti si temono soprattutto i Black Bloc, un gruppo di militanti, principalmente anarchici, che sono soliti mettere in azione atti vandalici contro luoghi presi a simbolo del capitalismo. Nonostante i Black Bloc, la giornata del 19 luglio scorre senza troppi intoppi. Il giorno seguente è prevista la marcia delle Tute Bianche – un movimento della sinistra extraparlamentare –, che si svolge pacificamente fino all’arrivo dei Black Bloc. Gianluca e il suo collega sono comunque intenzionati a portare il corteo a destinazione, in piazza delle Americhe, ma alcuni individui si avvicinano loro, intimandogli di andare via…

Sette anni dopo Un altro mondo è possibile?, in cui ha narrato i fatti occorsi il 20 e 21 luglio 2001 a Genova, Gianluca Prestigiacomo torna in libreria con un’altra fatica che ruota attorno a quel famigerato summit internazionale e a tutto quello che gli è successo intorno. G8 Genova 2001. Storia di un disastro annunciato è un libro-inchiesta in cui l’ex agente della DIGOS si interroga su alcuni punti oscuri di quelle giornate che ha vissuto in prima persona. Le domande poste nel corso dell’intera narrazione sono molteplici: chi sono i reali mandanti dei disordini di Genova? A chi interessava che la manifestazione prendesse una piega violenta? Chi sono gli individui che hanno allontanato Prestigiacomo e il suo collega dal corteo delle Tute Bianche? A vent’anni dai fatti, queste e altre domande ancora aspettano una risposta. Nel frattempo si sono avvicendati processi, condanne (anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza Cestaro) e risarcimenti. Dal suo canto, la cultura di massa (Diaz – Don’t Clean Up This Blood, Le strade di Genova, Carlo Giuliani, ragazzo e tanti, tanti altri) ha dato un contributo inestimabile nel raccontare, nel denunciare e nel condannare i fatti accaduti. Qualunque opera volta fare luce sui fatti del G8 è dunque preziosa e va letta, vista e/o ascoltata attentamente. A maggior ragione se essa è una testimonianza di un ex membro della DIGOS, di una persona che ha vissuto Genova dalla parte dei poliziotti. Non sarà l’opera che inchioda i mandanti, ma può fungere da apripista affinché chi sa, si decida finalmente a parlare.

LEGGI L’INTERVISTA A GIANLUCA PRESTIGIACOMO