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Gala Éluard Dalì - Per interposti uomini

Gala Éluard Dalì - Per interposti uomini

Aprile 1975.Anche l’ultimo elefante-giraffa è stato posizionato sul vialetto a destra. Il giardino è terminato. Ora quel castello attende solo di essere inaugurato e celebrato. Salvador Dalì l’ha fatto costruire per dare forma e colore all’amore che prova per lei, Gala Éluard Dalì. È tutto pronto: dalla biancheria ai saponi nel bagno, dagli asciugamani alle tazze da caffè. Gala non ha seguito i lavori di restauro, che sono proseguiti per oltre sei anni, ma ha posto alcune condizioni imprescindibili, tra le quali quelle riguardanti la cucina. L’ha pretesa piccola, con il pavimento bianco e nero e un tavolo per due persone, completato da sedie impagliate. Inoltre, ha voluto che la stanza da letto fosse azzurro spento, come il cielo di Pietroburgo. L’ultima condizione, poi, l’ha dichiarata sillabando la sua richiesta: trascorrerà una settimana lì, nel castello di Pùbol. Rigorosamente da sola. Niente giardiniere, né cameriera né cuoca. Solo due bottiglie di Barolo ad accompagnarla, un po’ di parmigiano e gallette di farina nera, oltre che del caffè solubile e mandorle andaluse. Ed ora eccola, all’interno del castello, avvolta in un silenzio che le ricorda l’ultima volta che ha dormito sola. Aveva sedici anni e si trovava in Svizzera, nel reparto femminile del sanatorio di Clavadel, tormentata da una tosse che non le dava tregua neppure di notte. A Torino, intanto, Nicoletta ha appena concluso il colloquio con l’assistente universitario che la seguirà per la tesi. L’uomo le ha fatto una proposta inattesa e la ragazza dovrà parlare con suo padre, perché ha bisogno di soldi per trascorrere una settimana in Spagna. Nicoletta avrebbe voluto occuparsi delle donne nel realismo russo, ma l’assistente le ha fatto notare che già un’altra laureanda si dedicherà a quell’argomento. In alternativa, le ha proposto di analizzare lo sfruttamento del corpo femminile nell’arte del Novecento. A tal proposito, le ha consigliato di recarsi in Spagna e fare visita a Gala Éluard Dalì, prima musa del poeta Paul Éluard e poi moglie del poeta Salvador Dalì, quello degli orologi sciolti, per intenderci...

Despota inflessibile, capace di soggiogare uomini e donne, fredda, a tratti antipatica e superba; cinica e astuta, in grado di ammaliare e di farsi vanto delle proprie perversioni. Questa è Gala Éluard Dalì - vero nome Elena Dmitrievna D’jakonova, origine russa, nata a Kazan nel 1894 - musa e moglie prima del poeta Paul Éluard, poi di Salvador Dalì, folle e geniale artista, simbolo del Novecento. Gala è un personaggio tanto singolare, emblematico e degno di nota - “Madame non ci sta in un quaderno degli appunti” dice di lei Carmen, la donna che le è a fianco durante il suo soggiorno nel castello di Pùbol - quanto troppo poco citato e ricordato nelle pubblicazioni che si occupano di donne. Perché? Lei stessa di sé dice:” Cosa credi, che non abbia provato anche io a scrivere poesie e a fare arte? Costruivo i giocattoli surrealisti più belli mai visti e capivo al primo sguardo il valore di un quadro. Ma non avevo il talento, quello vero. Però sapevo riconoscerlo”. Gala non scrive né dipinge; preferisce trovare la propria realizzazione attraverso gli uomini che l’hanno amata di un amore incondizionato, profondo e totalizzante. Ma ciò non è sufficiente per conoscerla davvero, nel profondo. Ecco perché Anna di Cagno - barese residente a Milano, una laurea in filosofia, diverse collaborazioni con agenzie di comunicazione e riviste femminili, curatrice di antologie e raccolte di racconti, vice- presidente dell’associazione culturale Labò - focalizza la sua attenzione esclusivamente su di lei e la racconta, grazie all’espediente di una giovane universitaria che le fa visita per raccogliere materiale per la sua tesi, in un particolare spaccato di vita, quando una Gala ormai ultraottantenne si ritira per una settimana nei pressi di Girona, in Spagna, nella residenza che il suo secondo marito Dalì le ha regalato. Si tratta forse del suo ultimo viaggio, in quel castello nel quale la donna, che cita Baudelaire e si comporta da dea, si muove come se fosse una vera strega. Gala è dura mentre inneggia al femminismo e umilia la giovane Nicoletta, che non può far altro che provare vergogna e sottomettersi alla volontà di una figura certamente controversa, ma indubbiamente carismatica e unica. Una biografia romanzata estremamente interessante, che alterna con maestria pennellate potenti di passione a tratti più leggeri che raccontano la magia della seduzione, il potere dell’erotismo, l’arte e la poesia, insieme al mistero della vita e della morte.