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Gatti neri, cani bianchi

Gatti neri, cani bianchi - Reminiscenze parigine

Gilla, una ventenne delusa e insoddisfatta del mondo e delle persone che la circondano, in seguito alla morte della nonna decide di dare una svolta alla propria vita abbandonando la sua città natale. Ispirata dalla lettura di “Primavera nera” di Henry Miller, Gilla sceglie come meta Parigi, città dove risiede Cicci, una cara amica della madre che Gilla da piccola chiamava “zia”, che la ospiterà nella vecchia mansarda presa all'epoca del suo arrivo nella capitale francese negli anni '60. Il pretesto di Gilla per la trasferta parigina sarebbe quello di frequentare una scuola di fotografia, sebbene senza troppa convinzione. Per Cicci, ex sessantottina nostalgica dei bei tempi andati, Gilla diventa quasi come la figlia che non ha mai avuto e perciò la invita a utilizzare il proprio guardaroba di vestiti vintage risalenti agli anni sessanta e settanta. Dopo aver conosciuto Giorgio, amico ed ex compagno di Cicci, e i colleghi del corso di fotografia, Gilla, sebbene ancora un po' confusa, comincia a rendersi autonoma e a scoprire Parigi. Durante una passeggiata per i vicoli della città le sembra anche di scorgere Samuel Beckett: si mette a seguirlo ma perde quasi subito le sue tracce, come se fosse svanito nel nulla. Nei momenti di solitudine Gilla comincia ad avere delle strane apparizioni: dapprima quelle di un gatto nero e di un cane bianco e, successivamente, anche quelle di personaggi legati alla sua vita passata e a quella della città che la ospita...

Pubblicato in contemporanea anche in Belgio e Francia, Gatti neri, cani bianchi - Reminiscenze parigine è la prima parte del nuovo romanzo a fumetti di Vanna Vinci, già creatrice di apprezzati lavori come Sophia, la ragazza aurea nonché delle strisce de La bambina filosofica. Come in altri suoi lavori, anche stavolta la protagonista, Gilla, si trova ad un bivio della sua vita, oppressa dal rapporto ormai logoro con un fidanzato che cerca di imporle i propri gusti e affranta per la recente scomparsa della nonna. Per schiarirsi un po' le idee decide di abbandonare gli studi di medicina e di partire per Parigi per un corso di fotografia. Ma il soggiorno parigino diventa ben presto una sorta di viaggio “dickensiano” tra i fantasmi del passato: non solo del proprio ma anche di quello della città che la ospita e della gente che la circonda. Alcuni fantasmi nascono dai racconti di Cicci (una sorta di zia per Gilla, che ormai sulla sessantina rimpiange di continuo il tempo della sua giovinezza da contestatrice), che evocano personaggi come Samuel Beckett e fanno immergere, grazie anche ai continui riferimenti musicali “vintage” sparsi tra le pagine del romanzo, sia la protagonista che il lettore nella Parigi esistenzialista e contestataria a cavallo tra gli anni '60 e '70. A questi si aggiungono dei fantasmi più “reali”, come quelli di Robi e della principessa di Lamballe: il primo, un compagno di scuola morto prematuramente con cui, nonostante l'attrazione reciproca, non fece in tempo a nascere una storia d'amore; la seconda, amica fraterna della regina Maria Antonietta, morta tragicamente ai tempi della rivoluzione e rimasta legata indissolubilmente alla capitale francese. Tutti questi riferimenti (storici, letterari, artistici eccetera) presuppongono uno scrupoloso lavoro sulle fonti da parte dell'autrice. Un lavoro impeccabilmente documentato dalla Vinci nelle ultime pagine del volume grazie a un resoconto dettagliato, anche dal punto di vista fotografico, che, oltre a spiegare alcuni meccanismi creativi utilizzati dall'autrice, si rivela indispensabile per agevolare la lettura del libro ai lettori più giovani. E' sempre difficile trarre delle conclusioni su un'opera non ancora completata, la cui seconda parte uscirà solo nei prossimi mesi. Tuttavia se le premesse di questo primo volume - unite all'efficace ed estremamente incisivo tratto stilizzato della Vinci - verranno mantenute, il risultato finale dovrebbe essere sicuramente all'altezza delle aspettative.