Salta al contenuto principale

Gelidi abissi

Gelidi abissi

È la primavera del 1896 e in Inghilterra, a Carbis Bay per la precisione, si registrano alcuni eventi luttuosi. Il primo è il ritrovamento dei cadaveri di due ragazzini, Robert Collins e Annie Owen, in fondo al precipizio di Trelyon. Un incidente? Di certo il medico legale esamina le salme e successivamente nel referto autoptico parla di emorragia cerebrale per il ragazzo e di dissanguamento per recisione della giugulare per la ragazza, alla quale uno spuntone di roccia si è conficcato in gola. Non ci sono elementi per stabilire se si tratta di un suicidio o di un incidente frutto magari di una stupida sfida tra i due. Ma poi... Kathy Wood, amica inseparabile di Annie Owen e con lei in quella sera della festa di primavera nella quale poi la giovane è precipitata nel dirupo, ha appena fatto colazione e sta aiutando la mamma in cucina. Alle dieci e mezzo prende uno scialle grigio, se lo avvolge sulle spalle e dice a sua madre che va a fare due passi nei dintorni, promettendo che sarà di ritorno prima di mezzogiorno e che non si allontanerà troppo, ma sparisce e viene ritrovata dopo circa dieci ore annegata in quelli che a Carbis Bay si chiamano i “laghetti di Nance”. Sul bordo del laghetto ci sono tracce di una lotta e i segni lasciati sul terreno sono di circa tre persone. Dal calco delle impronte, gli esami stabiliscono che appartengono a individui di sesso maschile e del peso di circa cinquanta chili. Ma, in mancanza di ulteriori ritrovamenti, il caso viene archiviato come omicidio, senza procedere a ulteriori indagini...

Che cosa hanno in comune tre omicidi con il disastro del “Titanic”? Di sicuro molto in questo intrigante romanzo, perché sono due storie ben distinte, ma che si intrecciano in modo mirabile grazie all’abilità dell’autore, Massimo Gagliardini, il quale è riuscito a mettere un thriller dentro un evento di per sé terribile, come l’affondamento del “Titanic”. Si vive all’interno del transatlantico, si vivono le sale mirabilmente allestite, tra coppie lussuosamente vestite e donne ingioiellate con le migliori collane di perle e di pietre preziose, cappelli e diademi. Ponti, strutture sportive, passeggiate, una vera e propria città galleggiante che ha molta cura di non confondere i propri ospiti mescolandoli per ceto sociale, attività di ogni tipo per rendere piacevole il soggiorno, ma anche personaggi famosi che occupano lussuose suite di prima classe perché non vogliono perdersi l’evento. Un viaggio che sembra durare un’eternità e che invece ha occupato solo il lasso di tempo di quattro giorni e poco più, tra un cambio d’abito e l'altro, tra amicizie nate tra i tavoli della bella sala da pranzo, tra premonizioni e pupille a forma di dollaro dell’armatore. E proprio perché si partecipa a questo viaggio inaugurale con grande trasporto, seguendo le vicende dei protagonisti, alla fine ci si ritrova a leggere poi tutti i nomi di chi è citato sul romanzo come presente su quella nave e che su quella nave ha perso la vita dopo l'impatto con l’iceberg. Difficile non leggerlo tutto d’un fiato, perché in più, tra le pagine, si aggira anche un assassino.