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Generazione A

Generazione A
Futuro prossimo. Il clima della Terra è pressoché impazzito, caldo e freddo si alternano imprevedibilmente anche nell'arco della stessa giornata. Le api inoltre si sono estinte, e quindi un tot di specie vegetali si sono estinte con loro, mentre tante altre sono diventate rarità vendute a peso d'oro. Zack è un giovane e supersexy coltivatore di mais dell'Iowa, che arrotonda mostrandosi via webcam mentre lavora nudo sulla mietitrebbia, la neozelandese Samantha cerca di reagire a una sequela di delusioni sentimentali e familiari organizzando figate tipo un earth sandwich (tu poggi a terra una fetta di pane e altrettanto fa esattamente dall'altra parte dell'emisfero terrestre un'altra persona; il ventunenne parigino Julien non fa quasi altro tutto il giorno e la notte che giocare on-line a “World of Warcraft”; la canadese Diana è una single ultracristiana che cerca di trovare un fidanzato nel suo ambiente bigottissimo (ma è innamorata di un catechista sposato) nonostante la sua Sindrome di Tourette, che ogni tanto le fa sparare volgarità allucinanti; Harj è un ambizioso giovane dello Sri Lanka col mito degli Stati Uniti che ha 'fatto carriera' passando da uomo delle pulizie in un call-center di Abercrombie & Fitch a zelantissimo operatore nel medesimo call center e nel frattempo si è salvato per miracolo dallo tsunami del 2004 e ha creato un sito in cui vende file mp3 con i rumori d'ambiente (simulati) delle camere da letto delle celebrità quando loro non ci sono. Cosa hanno mai in comune queste 5 persone? Che inspiegabilmente sono state punte da un'ape, sebbene non dovrebbero essercene più in circolazione. Perché proprio loro? Per capirlo, le autorità li prelevano e li segregano in laboratori scientifici per analizzarli...
Ehi, ma Douglas Coupland non era il vate della cultura web, uno che nel futuribile ci inzuppa il pane? Sarà la vecchiaia – gli anni passano per tutti, baby – sarà che avevamo capito male noi, fatto sta che lo ritroviamo fottutamente preoccupato per la minaccia rappresentata da una tecnologia troppo pervasiva, da esistenze troppo 'connesse', dall'information overload. Per non parlare della catastrofe climatica che ha sconvolto il mondo di Generazione A (il titolo viene da un discorso di Kurt Vonnegut jr. alla Syracuse University nel 1994) e dell'ancor più letale 'epidemia' di perdita di senso del futuro che affligge la popolazione, largamente dipendente da uno psicofarmaco denominato Solon, una molecola benedetta e maledetta al tempo stesso che altera la cognizione del tempo per eliminare le angosce. E qual è la soluzione che Coupland prospetta per esorcizzare questo futuro da incubo sociale? Un Neo-umanesimo basato sulla riscoperta dell'oralità, del raccontare storie, “storie senza altro scopo a parte quello di essere storie”. Il romanzo è narrativamente frizzante e pieno di trovate: citazionismo pop al cubo, personaggi accattivanti che fanno e dicono cose ggiovani, la questione del Decamerone postmoderno, e così via. Ma la sensazione che “manchi qualcosa per” non ti molla nemmeno un momento.