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Giallo weekend

Giallo weekend

A settembre la città riprende pian piano il solito ritmo. Il traffico, completamente sparito in agosto, si intensifica ogni giorno di più. Alberto non ricorda più quale sia stata l’ultima volta in cui ha potuto godere di un pasto decente. Lancia un’occhiata al cestino dei rifiuti all’angolo di viale Affori. Di solito lì non trova mai nulla di speciale. Per quello, dovrebbe cercare nei cassonetti. Questa mattina, tuttavia, qualcosa di luccicante lo attira. Si tratta di una striscia di carta che l’uomo prende più per curiosità che per altro. Sono tre biglietti gratta e vinci. I due laterali sono stati grattati, quello centrale no. Alberto separa il biglietto dagli altri, si reca in un bar e lo mostra al gestore seduto dietro la cassa. L’uomo prende una moneta da un euro, gratta e sbianca. Con voce tremolante comunica ad Alberto che il suo biglietto è milionario: è appena diventato proprietario di un milione di euro. Intanto Lucrezia, che si è svegliata alle sei, come ogni mattina, per la solita corsetta al parco Litta, non vede le solite ragazze con le quali si allena quotidianamente. Non ha neppure il tempo di chiedersi che fine possano aver fatto, perché si sente sollevata da terra da una forza sovrumana che la scaraventa all’interno di una fitta siepe. Poi, viene sopraffatta dal buio più totale. Il commissario Pasubio, intanto, è alla finestra del suo ufficio e guarda la gente che cammina nella piazza sottostante, mentre la sua mente è persa altrove. È giovane, Pasubio, è già commissario di Pubblica Sicurezza, anche se di casi importanti fino a quel momento non ne ha risolti affatto. Si riscuote dai suoi pensieri quando il telefono squilla: il capo lo convoca nel suo ufficio, per comunicargli che c’è qualcosa di cui si deve occupare. L’avvocato Lucrezia Ghidoli è scomparso. La donna è figlia dell’ex presidente della Confindustria lombarda e di una nobildonna toscana, molto devota alla chiesa. Non c’è tempo da perdere. Si deve scoprire in fretta dove possa essere finita...

Un corposo volume che racchiude le prime tre indagini del commissario Pasubio, l’interessante personaggio frutto della fantasia e della penna di Lorenzo Roberto Quaglia - milanese, classe 1966 - con cui l’empatia scatta immediata. Pasubio è un giovane ufficiale di Pubblica Sicurezza che si muove in una Milano per certi aspetti alternativa, di cui l’autore presenta angoli inediti e per questo particolarmente interessanti. La preoccupante scomparsa di un avvocato nel primo episodio della serie, una misteriosa telefonata nel secondo e un omicidio consumato in un’abitazione situata in una delle stradine caratteristiche della Milano di un tempo nella terza, sono il punto di partenza di altrettante indagini, che portano il commissario - caparbio e determinato - a scavare, ogni volta, oltre le apparenze, alla ricerca di una verità che si rivela sempre assai più complessa di quanto si possa immaginare. In un arco temporale di un paio d’anni, si dipanano storie che raccontano di amicizia e d’amore, del complesso rapporto genitori-figli e del peso del destino. Al di là del più classico intreccio giallo – comunque molto ben strutturato -, all’interno di ciascuna storia le singole vite dei protagonisti affrontano vicende con le quali anche il lettore spesso è chiamato a confrontarsi. Queste rende ogni racconto estremamente verosimile, finisce per catturare l’attenzione e mantenere il livello di tensione costantemente alto, fino all’epilogo della narrazione. Con uno stile semplice ma in cui ogni elemento è frutto di accuratezza, Quaglia - che trae l’ispirazione per i suoi romanzi dalla quotidianità, amalgamata con i suoi ricordi di bambino - ha scelto di non inserire nei suoi lavori scene dure o di eccessiva crudezza, perché, come afferma egli stesso “io credo che il lettore sia stanco di scene di violenza di cui sono pieni i giornali e i mass media e che per vendere qualche copia in più non sia necessario ricorrere a questo espediente. I miei romanzi possono essere letti dai nove ai novantanove anni, e ne sono orgoglioso”.