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Gianni Rodari - Vita, utopie e militanza di un maestro ribelle

Gianni Rodari - Vita, utopie e militanza di un maestro ribelle

Autunno 1930. Gianni ha dieci anni (è nato a Omegna il 23 ottobre 1920), suo padre è morto da un anno, così insieme al suo fratellino Cesare e alla madre Maddalena si trasferisce a Gavirate, presso Varese. Il ricordo del negozio di famiglia, una panetteria con un bel forno sarà sempre presente nella mente di Gianni, un luogo accogliente che gli riporta alla memoria l’amatissimo padre Giuseppe, “fornaio e anticlericale”. È dentro le casse di legno lasciate in cortile dal padre, che Gianni bambino inizia a leggere libri su libri. Si appassiona al libro Cuore e ai romanzi di Jules Verne. L’amore per lo studio lo acquisisce dalla madre Maddalena, che lo sprona a considerare il sapere come uno strumento per essere liberi. Donna forte, la madre inizia a lavorare a sette anni in una cartiera, poi in filanda e per oltre vent’anni a servizio presso famiglie in Italia e Francia. Il rispetto verso i genitori che hanno duramente lavorato tutta la vita è radicato nel suo cuore. Gianni trascorre la quarta elementare a comporre poesie che raccoglie in un quaderno e che un suo compagno di classe illustra. Uno dei componimenti viene scelto dal direttore dell’istituto per essere pubblicato su un giornale, con l’augurio che un giorno possa diventare un vero poeta. A cambiarlo è la morte del padre, il dolore più grande, la fine dell’infanzia. Una broncopolmonite se lo porta via in sette giorni: “E cosa rimane, del mio passato? Un uomo / che ha impastato milioni di pani / e che io ho chiamato padre / il mio passato è il suo odio / per il padrone / il suo amore per i gatti / la sua docile morte”. Giuseppe Rodari si ammala per essere uscito durante un tremendo temporale con l’intento di soccorrere un gattino. E i gatti non mancheranno nelle storie di Gianni, come non mancheranno tutte le suggestioni e i ricordi più cari dell’infanzia...

Ragazzo schivo, sensibile, predisposto all’apprendimento, dall’indole ribelle e insofferente a ogni ingiustizia, dedito all’insegnamento pur reputandosi un maestro mediocre e impreparato (e nonostante questo giudizio severo, capace di sperimentare tecniche di insegnamento originali per stimolare i suoi alunni), ostile al fascismo e leale con gli amici, devoto all’amata madre e alla memoria del padre, appassionato di Bach e Mozart. L’intera vita di Gianni Rodari (1920 – 1980), tra la narrazione di episodi significativi, in particolare l’attivismo politico e la citazione di brani dell’autore, viene analizzata con profonda cura e sensibilità da Lorenzo Iervolino, scrittore, giornalista, membro del collettivo “Terranullius Narrazioni Popolari”, autore sulla rivista omonima e per Sky. Un percorso non privo di ostacoli, quello compiuto da Rodari, che raggiunge l’apice creativo nei primi anni ’50, quando stimolato dalle richieste dei suoi lettori inizia la pubblicazione delle celebri filastrocche e concretizza il suo impegno politico parlando di eventi quotidiani, spesso difficili e dolorosi, rivolgendosi ai più piccoli, con un linguaggio sincero ma adatto a loro: “Qual è allora il ruolo di chi lavora per i bambini? Forse è quello di scrivere dei libri che piacciano come il gioco del pallone. Cioè che siano interessanti e impegnino tutta la loro personalità”. Questi sono gli anni dei primi libri, del lavoro presso il giornale “Pioniere”, poi “L’Unità” e “Paese Sera”, sono gli anni della vita a Roma, che impara ad amare, fino al grande salto di carriera grazie alla collaborazione con Einaudi nel 1960 (Filastrocche in cielo e in terra), oltre alle pubblicazioni con Autori Riuniti e Mursia. Mentre scrive e pubblica con successo i suoi libri, incontra gli scolari e parla con loro, tiene conto della loro opinione nel creare le sue storie, rinsalda la convinzione che la fantasia abbia un ruolo importante nell’educazione e così la fiaba, strumento utile ad avvicinare i bambini alla contemporaneità. Nel 1970 riceve il prestigioso Premio Andersen, dedicato al suo impegno per i ragazzi. Nel 1973 pubblica il capolavoro Grammatica della Fantasia. Al centro della vita del maestro Rodari, del giornalista e dello scrittore, ci sono sempre loro, i bambini, il futuro, coloro che possono cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. E chissà che direbbe oggi del mondo il buon Rodari. Gli ultimi anni di carriera e di vita non sono facili, le frustrazioni lo rincorrono e la salute viene meno. Rodari si spegne il 14 aprile 1980, a causa di una complicazione post-operatoria, lasciando un segno indelebile nei suoi lettori, giovani e meno giovani.