Salta al contenuto principale

Gioventù

Gioventù

Il primo giorno di lavoro è sempre angosciante, i movimenti diventano rigidi e impacciati, la mente è confusa dalle troppe istruzioni, e difficilmente a fine giornata non si è combinato qualche pasticcio che possa costare il posto. E infatti Tove nasconde la sporcizia sotto al tappeto e riga il bel pianoforte della signora Olfertsen, lucidandolo energicamente con una spazzola rigida. È un sollievo quando la madre, andando a riprenderle il grembiule e la cartella di scuola dalla signora Olfertsen, la libera sorridente da quel lavoro che proprio non fa per lei, ma il nuovo impiego non è certo più soddisfacente: le dodici ore di pulizie nella pensioncina di Vesterbrogade sono davvero sfiancanti e a fine giornata Tove non riesce a fare altro che andare a letto. Tutto è tedio. Non ha più tempo per andare in biblioteca; la mamma le parla solo di quello che succede nel condominio, di quanto sono saliti i prezzi e di come debba iniziare a pensare di trovarsi un marito; il rapporto con Ruth non è più quello di prima, perché la sua amica ormai bada solo ai maschi e non ha più tempo per lei. Tove si sente sola e nonostante non abbia avuto un’infanzia facile, la rimpiange perché tutto sommato libera e spensierata. Ma ecco un fremito, una novità: Ruth le farà conoscere il signor Krogh, un riccastro vecchio e malato che consentirà a Tove di riprendere a leggere prestandole tutti i libri che desidera e incoraggiandola a dedicarsi alla poesia...

Dopo Infanzia, Fazi Editore prosegue la scoperta di Tove Ditlevsen (1917-1976) con la pubblicazione di Gioventù, romanzo autobiografico che l’autrice dedica alla sua adolescenza. È l’età dei primi lavori, della voglia di trovare un proprio spazio al riparo dalle invadenze della famiglia, del desiderio di scoprire la propria sessualità e, perché no, di cercare di “sistemarsi”. Ma il vero obiettivo per Tove rimane quello di riuscire, o quantomeno provare, ad essere una poetessa, possibilmente pubblicata e apprezzata. I tentativi sono vari e non mancano le delusioni o gli insuccessi, ma Tove ci insegna che non dobbiamo mai mollare, perché prima o poi il riconoscimento arriva. Infatti, nonostante la difficoltà di mantenersi da sé e di emanciparsi, lo scoramento per le umiliazioni e gli insuccessi subiti, Tove procede determinata verso la realizzazione del proprio sogno, raggiungendo un primo importante traguardo. Come già Infanzia, anche Gioventù è un romanzo intimo, a tratti duro perché l’autrice si ritrae nuda di fronte alle difficoltà della vita e soprattutto impietosa con sé stessa, algida e distaccata di fronte a certe situazioni (pensiamo alla facilità con cui cambia corteggiatore), ma allo stesso tempo molto sensibile e pura verso persone o fatti che riguardano la sua sfera intima, di cui la poesia occupa sempre la parte principale.