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Giuliano e Lorenzo - La primavera dei Medici

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Quel venerdì di maggio la campana della chiesa batte tre rintocchi per il funerale di Alessandro Filipepi. Ser Giotto di Bicci Torregiani, il Saraceno, è da pochi giorni rientrato a Firenze dalle rive del Bosforo e quando si vede costretto ad aspettare la fine del passaggio dell’esiguo corteo funebre, ha un moto di stizza. Maso, il Bardo, lo richiama a pazientare e nell’attesa lo aggiorna che nonostante l’aspetto modesto del funerale l’uomo defunto è il famoso pittore Botticelli. Ser Giotto non sa chi sia, manca da Firenze da ben quaranta anni, così d’impulso invita a mangiare a casa sua lo sconosciuto Maso, per farsi raccontare tutto quello che è accaduto negli anni in cui ha vissuto lontano. Il Bardo accetta ben volentieri, allettato dalla possibilità di un buon pranzo, fissando per la domenica successiva e chiedendo di poter portare anche un amico, tale Cosma, capace di ricordare eventi lontani nel tempo. Per un breve periodo, bambino, Maso era stato a bottega del Maestro Botticelli, ne ha un ricordo chiaro. Affascinato e ammirato da quel pittore di grande estro e capacità, non si capacita che abbia rinnegato le sue madonne avvolte di sete per seguire la follia del Savonarola. Frate Girolamo con i suoi mezzi drastici di ha limitato l’operato dei maggiori talenti artistici fiorentini…

Adriana Assini nel suo romanzo Giuliano e Lorenzo. La primavera dei Medici racconta la Firenze del Quattrocento, partendo proprio dal funerale di uno degli artisti più illuminati di quel periodo, Alessandro Filipepi detto il “Botticelli”. Assini ha uno stile elegante, potente, vivace, sceglie di far parlare i protagonisti con un lessico toscano cinquecentesco che aiuta il lettore a calarsi nel clima rinascimentale. Dalle pagine emergono la splendida bellezza della città fiorentina, culla del Rinascimento, e la forza dei personaggi protagonisti della vita dell’epoca, in particolare quella di Lorenzo e Giuliano Medici, che, pur non essendo parte attiva nelle vicende del romanzo, ne sono i primattori. Ogni figura ha una personalità e una psicologia ben definite, Assini descrive in maniera accurata anche i profili secondari tanto da farne emergere lo spessore, una sorta di omaggio a tutti quegli uomini e quelle donne che, come militi ignoti, hanno tuttavia scritto la Storia. Attraverso il parere contrastante di Bardo e Cosma, l’autrice ci riporta le opinioni sulla famiglia dei Medici dei fiorentini contemporanei, governavano una città divisa in fazioni in lotta perenne, che raggiungerà il culmine con la congiura dei Pazzi, descritta nel romanzo in maniera notevole ed emozionante. Un romanzo che non è solo il racconto di vicende politiche e storiche basate su un’approfondita ricerca documentaria, ma è anche una narrazione in cui la trama è una perfetta e suggestiva sintesi tra realtà e finzione, con arte, sentimenti e amori travolgenti. Per gli appassionati di romanzi storici, per i sognatori di storie d’amore, per gli amanti dell’arte rinascimentale, per gli estimatori della lingua italiana e non solo.