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Gli acchiappazombie

Gli acchiappazombie
Da coppia scoppiata sull’orlo della separazione a sposi uniti da solida complicità e ruspante amorevolezza. A Sarah e David l’apocalisse zombie qualche vantaggio l’ha procurato, compresa una professione che mai avrebbero pensato di svolgere: gli acchiappazombie, appunto. Dopo che il virus ha mandato in malora la società civile, qualcuno doveva pur svolgere il lavoro sporco di far fuori definitivamente i morti viventi. Le richieste di disinfestazione non mancano, ma circolano strane voci su zombie più dotati degli altri, più grossi e con i riflessi molto più svegli. Zombie bionici, li chiamano. Per Sarah e David è inevitabile dover fare i conti anche con questi mostri e con le cause della nuova trasformazione, che li rende ancora più micidiali e affamati di carne umana viva. Come la loro...
Fra le creature partorite dall’immaginario horror gli zombie restano i meno affascinanti. Sono sozzi, marcescenti e rintronati, emettono secrezioni disgustose, senza contare che trasmettono il contagio alla velocità della luce. Quelli carini come il tenero R di Warm Bodies sono mosche bianche. Di conseguenza, in caso di epidemia zombesca, le alternative alle reiterate carneficine sono poche. Di mattanze per mano di Sarah e David ce ne viene servita una buona dose, prima di arrivare al colpo di scena che fa virare il plot verso altri lidi, portando un po’ di animazione nella routine narrativa “avvistamento-sfoderamento di armi-distruzione di crani”. I due battibeccanti coniugi che abbiamo conosciuto in Finché zombie non ci separi ora non lottano più soltanto per la sopravvivenza, ma sono pronti a intraprendere una crociata a due verso una speranza. Se quest’ultima si realizzerà o meno si saprà nel terzo volume della saga. Niente di nuovo sotto il sole del mondo zombizzato, ma il chick-lit orrorifico di Jesse Petersen, nonostante l’argomento da paura e nonostante l’inciampo dei copiosi refusi dell’edizione italiana, è una lettura di tutto relax che scorre leggera come una piuma.