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Gli amanti di Coyoacán

Gli amanti di Coyoacán

È il 20 dicembre 1936 quando la petroliera “Ruth” lascia il porto di Oslo. A bordo, oltre all’equipaggio, ci sono solo due passeggeri. La donna si chiama Natal’ja Ivanova Sedova, l’uomo Lev Davidovič Bronštein, ma è meglio noto con il nome di Lev Trockij. I due, dopo un peregrinare tra diversi Paesi, braccati dalle persecuzioni staliniane, approdano in Messico. Il presidente della Repubblica, Lázaro Cárdenas, gli ha accordato lo status di rifugiati politici a patto di non immischiarsi negli affari della cosa pubblica messicana. A spingere davvero per farli arrivare è stato però un “amico sconosciuto”, l’artista e muralista Diego Rivera, marito di Magdalena Carmen Frida Kahlo Calderón. È proprio lei ad accoglierli il 9 gennaio 1937, quando sbarcano nel porto di Tampico. Prontamente vengono scortati in un hotel, dove passano la notte. L’indomani si mettono in viaggio a bordo del treno presidenziale Hidalgo, per percorrere i seicento chilometri che li separano da Città del Messico. Il loro approdo finale è la borgata di Coyoacán, alla casa Azul, dove abitano Frida e Diego. Scesi dalla macchina, trovano quest’ultimo ad aspettarli, pronto a fare gli onori di casa...

Nel corso del suo intreccio narrativo Gli amanti di Coyoacán, romanzo del prolificissimo letterato francese Gérard Roero di Cortanze, mescola un’abbondante buona dose di verità storiche e anche una altrettanto consistente quantità di espedienti letterari. Se dunque da un lato i puristi dell’attendibilità potranno storcere un po’ il naso, dall’altro potranno però godere di una lettura fluida e non ridotta a un banale e tedioso incrocio di fatti e date. Fulcro de Gli amanti di Coyoacán è il rapporto – prima amicale, poi amoroso, infine ancora amicale – tra Frida Kahlo e Lev Trockij, durato per tre anni dal 1937 al 1940, anno dell’assassinio del politico sovietico. Gérard di Cortanze si serve della loro relazione per ripercorrere i momenti salienti della vita dell’artista messicana, approfondendo in particolare la nascita di numerose delle sue opere a partire dal contesto in cui sono state concepite. La conoscenza pittorica dell’autore francese è pressoché enciclopedica e di certo, nello scrivere questo spaccato biografico, si è rifatto (anche a causa del periodo storico in cui è ambientato) a una sua precedente opera: Le monde du surréalisme (Editions Complexe, 2005). Per come è stato concepito e poi narrato, Gli amanti di Coyoacán riesce ad accontentare diverse tribù di lettori: gli appassionati di politica, gli amanti delle belle arti e, soprattutto, chi vuole saperne di più su questa straordinaria donna la cui influenza culturale è viva e tangibile ancora oggi.

LEGGI L’INTERVISTA A GÉRARD ROERO DI CORTANZE