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Gli dei invisibili di Marte

Gli dei invisibili di Marte
Traduzione di
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Articolo di
La 'space race' tra Stati Uniti e URSS ormai si gioca sul terraforming dei pianeti del sistema solare. I sovietici hanno puntato tutto su Venere, e lo bombardano di sonde automatiche piene di tonnellate di alghe unicellulari: gli americani invece hanno spedito su Marte l'astronave “Frontiersman”con un intero ecosistema da trapiantare sul suolo alieno. I russi in realtà hanno preceduto la spedizione Usa, ma la sonda sovietica “Zayits”, di ritorno dal pianeta rosso dove ha raccolto campioni di terreno, è precipitata sull'altopiano della Bolivia, presso il remoto villaggio di Apusquiy. La polvere marziana ha contaminato i contadini boliviani facendone cadere in coma alcune decine. Le autorità mediche sudamericane tentano invano di far rinvenire le vittime, e anzi ne causano la morte qualunque farmaco utilizzino. Solo un certo Julio Capac, una testa calda, un agitatore politico, si sveglia e sostiene di aver raggiunto uno stadio superiore della coscienza, di sentirsi un semidio Inca pronto a guidare il suo popolo, e non più un semplice uomo. Cosa c'è nella polvere marziana e cosa è in grado di fare alla mente umana? Gli astronauti statunitensi diretti al pianeta rosso se lo chiedono preoccupati analizzando gli eventi...
A 35 anni di distanza dalla pubblicazione originale arriva anche in Italia (in edicola con Urania) questo bizzarro romanzo del britannico Ian Watson, ex professore di futurologia al Politecnico di Birmingham e onesto mestierante del panorama sci-fi (noto in Italia soprattutto per l'antologia Cronomacchina molto lenta e le novelization del gioco di ruolo Warhammer 40.000). L'impostazione del libro è decisamente figlia dei '70: elogio delle filosofie orientali e della trascendenza contrapposte a materialismo e scientismo, ambientazione da guerra fredda (con tanto di regime rivoluzionario boliviano che si barcamena tra Usa e URSS), plot molto 'parlato' e ricco di passaggi psichedelici. Un incrocio astro-etno-freak in salsa maoista tra Frank Herbert, Douglas Adams e lo Stanislaw Lem di Solaris che indaga sul mistero della vita e dell'Universo puntando il telescopio all'interno dell'uomo più che all'esterno.