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Gli eredi della terra

Gli eredi della terra

Barcellona, gennaio 1387. Arnau Estanyol non è più il giovane bastaix che aveva contribuito con sudore e fatica alla costruzione della Cattedrale del Mare, ma un uomo anziano, noto in città per essere un benefattore. Lo sa bene anche Hugo, il ragazzo che Arnau ha indicato al maestro d’ascia genovese Domenico Blasio come suo apprendista presso i cantieri navali, lo stesso che osserva con apprensione la scena che si svolge sulla spiaggia della città. La “Santa Marta” è rimasta incagliata e i barcaioli della confraternita, insieme ad altre quattro imbarcazioni, cercano di portarla in secca mettendo a rischio le loro stesse vite. Proprio come era accaduto al padre di Hugo, naufragato durante una traversata verso la Sicilia. Per la “Santa Marta” purtroppo non ci sono speranze, ma gli uomini impegnati nelle operazioni di disincaglio riescono a mettersi in salvo. A tutti, l’indomani, non resta che ripulire la spiaggia dai resti della nave, mentre Arnau e Hugo, approfittando del giorno di festa precedente l’Epifania, si recano alla Cattedrale del Mare per riporre il piatto con le offerte per i poveri, di cui Estanyol è amministratore. Nonostante la sua importanza, Arnau non prova alcuna vergogna nel chiedere l’elemosina di cui potranno beneficiare famiglie come quella di Hugo. In seguito alla morte del padre del ragazzo, infatti, la madre Antonina non aveva più avuto modo di pagare l’affitto della loro casa e, proprio grazie all’aiuto di Arnau, era riuscita a trovare un impiego come domestica presso la casa di un guantaio, mentre la sorella Arsenda era stata mandata al servizio di una monaca del convento di Jonqueres. Ricordando il recente passato, Hugo cammina accanto ad Arnau, seguendo attentamente ogni suo consiglio, specialmente quello di non fare eccessive riverenze, poiché lui stesso è riuscito a diventare un cittadino rispettato proprio perché non si è mai inchinato davanti a nessuno...

Il ritorno di Ildefonso Falcones, uno dei più grandi scrittori spagnoli contemporanei, con l’attesissimo secondo capitolo del romanzo La cattedrale del mare, trasformata in una serie televisiva di successo distribuita in Italia da Netflix e Canale 5, in cui ritroviamo anche l’attrice Michelle Jenner, qui nei panni di Mar, precedentemente apprezzata in Isabel, la stupefacente serie TV dedicata alla regina Isabella di Castiglia. È un romanzo che, in perfetto stile Falcones, lascia il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima parola grazie al susseguirsi di situazioni che portano i protagonisti a vivere un costante braccio di ferro con la sorte. L’altalena di emozioni provate leggendo i precedenti romanzi dell’autore, sempre scritti seguendo una perfetta accuratezza storica rispetto a tempi e luoghi in cui sono ambientati i racconti, torna con prepotenza già dalla prima all’ultima pagina di questo volume. Nell’ultima scena de La Cattedrale del Mare avevamo lasciato Arnau, la moglie Mar e il figlio Bernat che assistono all’inaugurazione della Cattedrale di Santa Maria del Mar, cui lui stesso aveva contribuito alla costruzione. La presenza di Arnau Estanyol, protagonista indiscusso del primo romanzo, ne Gli eredi della terra è invece terribilmente fugace: la sua brusca uscita di scena lascia decisamente stupefatti e con l’amaro in bocca, come sempre quando compaiono i membri della famiglia Puig, i suoi nemici giurati di sempre. Falcones, però, passa rapidamente a narrare una nuova storia di crescita personale, quella del giovane Hugo, che saprà colmare rapidamente il vuoto lasciato da Arnau nei cuori di noi lettori.