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Gli Eterni

Gli Eterni

Una spedizione scientifica costituita da un anziano archeologo, la giovane figlia e un misterioso avventuriero che si fa chiamare Ike Harris e sembra sapere molto più di quello che dice, scopre in una remota località sulle Ande una immensa camera segreta costruita dagli Incas, ricolma di vestigia di pietra che sembrano suggerire un contatto in epoche remote con creature provenienti dallo spazio. Ike, in preda a una crescente esaltazione, spiega ai suoi compagni che nella struttura è presente un faro in grado di guidare verso la Terra una razza di antichi dei spaziali, e attiva il meccanismo. Poi rivela di non chiamarsi affatto Ike Harris, bensì Ikaris e di appartenere a una stirpe di semidei, gli Eterni, creati dagli dei di cui sopra nell’alba dei tempi assieme agli umani e ai mutanti, creature instabili fisicamente e costantemente alla ricerca del metodo perfetto per dominare il mondo. Gli Eterni vivono sulle cime più alte delle montagne, mente i mutanti abitano le profondità del mare: da secoli entrambi i popoli evitano contatti con gli uomini, ma l’imminente arrivo degli dei cambia le regole del gioco e rinfocola una guerra che va avanti da sempre. Il nobile mutante Kroo viene inviato nella base inca per impedire ad ogni costo l’atterraggio degli dei, ma invano: un’immensa astronave si posa a terra, e da essa scende un gigante inguainato in una armatura rosso cupo. È Arishem, condottiero del Quarto esercito: rimarrà fermo in quel luogo per cinquant’anni terrestri, torreggiando come una montagna. E allo scadere del tempo, deciderà se la Terra merita di vivere o... di morire!

Gli anni ’70 avevano portato alla separazione di una delle coppie più prolifiche e geniali della storia del fumetto, quella formata da Stan Lee e Jack Kirby, fondatori della casa editrice Marvel. Il Re (così era soprannominato Kirby nell’ambiente) si era trasferito alla rivale DC in cambio di un assegno a molti zeri e piena libertà creativa: la fascinazione per la fantascienza e per la mitologia che lo tormentava in quel periodo portò (tra l’altro) alla creazione della saga dei Nuovi Dei – uno dei più grossi flop (immeritati) a memoria d’uomo – e delle avventure di Kamandi, più amate dal pubblico ma ben lontane dai trionfi di Fantastici Quattro & co. Nel frattempo, un’intensa opera diplomatica aveva portato a un riavvicinamento con Lee, e quindi nel 1976 il figliol prodigo fa ritorno a casa: disegnerà 24 episodi di Capitan America, qualche storia di Pantera Nera, una miniserie di Mister Macchina, la memorabile miniserie a fumetti ispirata al film di Stanley Kubrick 2001: odissea nello spazio, qualche episodio di Devil Dinosaur (serie pressoché sconosciuta in Italia), e soprattutto 20 strepitosi numeri de Gli Eterni, una saga con molti punti di contatto con quella dei Nuovi Dei, ma ancor meno legata di quella ai cliché supereroistici. A trent’anni (dio mio!) dalla indimenticabile edizione Corno e per la prima volta in Italia raccolti in volume, tornano oggi gli albi Eternals 1-19 ed Eternals Annual 1. Si tratta di veri e propri capolavori pop, il vertice assoluto del visionario, inconfondibile stile di Kirby, che qui si scatena in una serie di splash-page mai viste prima, una vera festa per gli occhi che si aggiunge a un plot ambizioso, complesso, originale. L’incipit vagamente ‘eugenetico-destrorso’ (tre razze umane create in laboratorio e apparentemente destinate a un’apartheid insanabile, con i cattivi brutti, deformi, industrial-tecnologici e i buoni perfetti, muscolosi e bucolicamente iperborei) viene affrontato e risolto da Kirby nel corso della serie mostrando come solo la collaborazione, l’unione, il superamento delle differenze, oserei dire l’incrocio possa salvare il mondo e dare la vita a un uomo nuovo, che fatti i conti con il suo passato sanguinario e il suo turbinoso presente, guarda con fiducia al futuro da conquistare. Amen.