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Gli osservati

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La giovane detective Kateri Fisher ha deciso di trasferirsi nel nord degli Stati Uniti, a Spring Falls, per ricominciare, nel momento in cui ha capito che la sua vita stava andando a rotoli: dopo la morte della nonna, che l’ha cresciuta fin da bambina, non avendo nessun altro parente ancora in vita che potesse sostenerla, trova nel whisky un apparente conforto, fino a quando non ha un grave incidente d’auto. Arrivata nella nuova cittadina, trova famiglie che vi abitano da generazioni, tutti gli abitanti che si conoscono tra di loro, che sanno le vicende passate e i problemi che tanti di loro hanno dovuto affrontare. Il suo lavoro la porta ad indagare in una delle case all’inizio del bosco, dove trova una bambina abbandonata, moltissimo sangue e soprattutto nessuna traccia della madre, Pearl Jenkins. Iniziano ben presto le ricerche, che conducono ad un piccolo gruppo di ossa, abbandonate in un luogo poco distante dalla casa, apparentemente bruciate. I sospetti ricadono subito sul figlio Shannon e sull’eredità del padre che si porta dietro, in prigione per aver dato fuoco alla casa dove viveva insieme alla moglie e al figlio piccolo. Ben presto le accuse su Shannon aumentano, a causa della scomparsa della sorella Birdie, fino a quel momento ricoverata in ospedale, e alle dichiarazioni dello stesso Shannon, il quale non sembra dire tutta la verità. L’agente Fisher farà di tutto per andare alla ricerca della verità e per capire se quel ragazzo, che le sembra in realtà così buono, abbia commesso davvero l’omicidio…

Gli osservati è il primo capitolo della serie con protagonista la detective Kateri Fisher e si preannuncia un successo mondiale. Tutto il romanzo alterna due io narranti, due punti di vista diversi rispetto alla stessa storia. Da una parte Kateri Fisher, vicesceriffo appena arrivato a Spring Falls, una storia difficile lasciata alle spalle e importanti ferite sia sul corpo che nell’anima; la sua storia familiare difficile, con un padre morto quando era ancora bambina, una madre morta per overdose ed essere cresciuta con la nonna, la persona che amava di più al mondo, la porta a vacillare quando quest’ultima muore e lei rimane da sola nella casa che prima condividevano. Capisce ben presto però che per non fare la fine della madre deve reagire, in modo forte e definitivo, un taglio netto con quella che è stata la sua vita fino a quel momento: vende quindi la casa, l’auto e tutti i suoi oggetti, prepara un’unica valigia e parte per il nord. Dall’altra parte troviamo Shannon, un ragazzo sopravvissuto all’incendio doloso appiccato dal padre poco dopo la sua nascita, che l’ha lasciato con una cicatrice estesa sulla schiena e solo con sua madre, una donna che si è trovata a vent’anni con un bambino piccolo da crescere da sola, alcune vertebre rotte a causa di una trave che le è caduta addosso mentre cercava di uscire dalla casa in fiamme e una vita, dopo questa tragedia, fatta di antidolorifici e ossicodone. Per Shannon, uscire da quel contesto, iniziare un nuovo percorso è difficile, dovendo prendersi cura anche della madre e di una sorellina piccola che non può uscire di casa, che nessuno conosce né ha mai visto per paura che il padre potesse fare qualche gesto sconsiderato. Una prosa leggera ma profonda, scorrevole ma piena di dettagli, così come il modo gentile con cui vengono descritti i personaggi fa sperare al lettore fino alla fine che il ragazzo sia innocente.