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Gli ultimi guerrieri

1876, Stati Uniti d’America. Sono trascorse poche settimane dal massacro di Little Big Horn. Da quando l’Uomo Bianco ha scoperto le miniere di oro sulle Black Hills, i coloni hanno iniziato ad invadere le riserve Indiane mentre il governo federale continua a fare pressioni affinché i Nativi restino confinati all’interno delle riserve, impotenti. Una situazione che diventa ogni giorno più esplosiva e preoccupante, tanto che le tribù Lakota, Cheyenne e Arapaho si sono unite per far fronte comune contro l’invasore; la tribù Crow, invece, circondata dai nemici, ha deciso di allearsi con l’Uomo Bianco uscendo anch’essa sconfitta dalla grande battaglia di Little Big Horn, passata alla storia per essere stata la battaglia dove il generale Custer è stato ucciso proprio dai Lakota. “Dal patto di amicizia dei Crow con gli Uomini Bianchi, rappresentati dal Grande Padre Bianco di Washington - il Presidente degli Stati Uniti, vennero più dolori che gioie per la tribù, ma in buona sostanza la loro accondiscendenza ottenne un trattamento migliore di altri Nativi Americani ribelli in termini di grandezza della riserva”. Da allora acqua sotto i ponti ne è passata e i rapporti tra Lakota e Crow sono migliorati, anche se “rimane sempre la memoria dei tempi in cui si giocarono le sorti di molti Indiani d’America”…

“Avverto una incredibile urgenza nel mio viaggiare per documentare le discriminazioni razziali e dei diritti umani. La globalizzazione avanza a passi rapidi, ma nel caso dei popoli indigeni essa non porta con sé il Progresso positivo, spesso anzi accelera il processo di estinzione di popoli che da decine di migliaia di anni vivono nelle stesse terre, legati alle loro tradizioni e culture uniche e irripetibili”. Parole di Raffaella Milandri, giornalista, fotoreporter e attivista per i diritti umani che da anni mette a disposizione la sua scrittura per documentare le ingiustizie subite dalle minoranze etniche. Protagonisti di questo suo ultimo libro, i nativi americani. Una narrazione che – nata dalla sapiente commistione tra il genere biografico, storico e di viaggio – porta il lettore a conoscere un po’ più da vicino due tribù soprattutto: Crow e Lakota. Un viaggio alla scoperta delle loro tradizioni, rese vive sulla carta grazie alle minuziose descrizioni del pow wow, “festa tradizionale in costume con la quale in ogni riserva e tribù è celebrata una volta l’anno l’identità culturale”. Una compagna di viaggio, la Melandri, che cattura il bene e il male della vita nelle riserve, il profondo rispetto delle popolazioni Indiane nei confronti della natura e del mondo e il costante scontro con “l’Uomo Bianco”. Funzionale la ricostruzione storica che permette al lettore di avere un quadro completo del passato per poter comprendere meglio la situazione presente. A non allineare il gradimento di tutti i lettori, l’uso del tu.