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Gli uomini vuoti

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Mentre la moglie Gail sta morendo in un ospedale di Filadelfia, Jeremy Bremen lascia la città e si dirige verso Long Beach Island. All’insaputa di tutti, lui e la moglie sono uniti da una capacità unica di condividere telepaticamente immagini e pensieri, che lui ora utilizza per mantenere un ultimo legame tra loro. Jeremy ripercorre mentalmente con Gail i ricordi legati ai nove anni che hanno passato insieme, rivivendo l’emozione della festa in cui si sono incontrati per la prima volta e in cui hanno scoperto con estremo stupore di condividere entrambi quello strano potere, che fino a quel momento avevano considerato come qualcosa di bizzarro da tenere nascosto a tutto il resto del genere umano. Ma oltre a questo, Bremen vuole portare sino al letto in cui la moglie si sta spegnendo l’ultima visione del mare, l’odore dell’Atlantico, l’emozione causata dalle luci improvvise provenienti dalle navi al largo, il freddo dell’alba. Purtroppo per Bremen, la morte della moglie porta con sé, oltre all’enorme dolore della perdita, anche una conseguenza molto spiacevole. Ora che non c’è più lo schermo mentale di Gail a proteggerlo, la mente di Bremen non ha più alcun tipo di difesa di fronte alla marea di pensieri delle persone che lo circondano. Sopraffatto da questo “neurobrusio” e dall’enorme carico di paure, ansie, cattiverie e tristezze che tutto questo porta con sé, Bremen prende una decisione drastica: abbandona il lavoro all’Università, affida la gatta a una coppia di amici, dà fuoco alla casa in cui ha vissuto per anni insieme a Gail e parte col primo aereo disponibile verso una destinazione qualsiasi…

Con questo Gli uomini vuoti, titolo tratto da una famosa poesia di Thomas Stearns Eliot, Dan Simmons affronta il tema della telepatia, argomento al centro di varie opere di fantascienza, fra cui anche il romanzo Morire dentro di Robert Silverberg. Gli appassionati che hanno imparato a conoscere Simmons grazie al fortunato ciclo di Hyperion sanno che lo scrittore americano non difetta certo né di ambizione né di originalità. Va detto che anche in questo Gli uomini vuoti, libro molto differente peraltro da quelli che compongono i Canti di Hyperion, queste caratteristiche si lasciano apprezzare. Originale è la struttura del romanzo, che alterna capitoli dedicati alle vicende di Jeremy con altri in cui a parlare è Robby, un bambino cieco e muto, il cui legame con Jeremy e con la moglie verrà esplicitato solo verso la fine del romanzo. Ambizioso è poi il tentativo di elaborare una visione dei fenomeni telepatici che si basa sui concetti della fisica quantistica, che vengono più volte richiamati facendo addirittura ricorso in certi casi a delle vere e proprie equazioni. Nonostante questi aspetti, il libro non è del tutto riuscito e di sicuro non rappresenta uno dei lavori migliori di Simmons, soprattutto a causa del fatto che la trama risulta essere alquanto zoppicante. Se il desiderio di Bremen di isolarsi del tutto dal resto del mondo risulta in effetti comprensibile, le vicende nelle quali finisce per rimanere invischiato appaiono poco plausibili e alcuni passaggi sembrano delle vere e proprie forzature. Il tentativo è sicuramente apprezzabile, ma da uno scrittore del calibro di Simmons era lecito aspettarsi qualcosa di meglio.