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Granpà

granpà

Da quando ha perso entrambi i genitori John vive a Bullfrog Ranch con il nonno, vecchio forte e deciso, pervaso da una grande fede ambientalista ispirata a Thoreau, Emerson e Martin Luther King. Quando l’Arizona Oil Company comincia a trivellare i terreni della regione per estrarre il petrolio e così facendo minaccia la loro abitazione, nonno e nipote compiono azioni di disobbedienza civile, sostiene il nonno, compiono furtivamente reati, pensa invece il ragazzo. Ogni due o tre giorni i due effettuano incursioni notturne nel cantiere della compagnia petrolifera per sabotarne cavi, condotti e attrezzature. Quando pochi giorni dopo i macchinari vengono riparati, nonno e nipote ricominciano, in una “specie di rituale che sembra non dover essere mai disturbato”. Invece, a un certo punto, la compagnia assume delle guardie per vigilare e monitorare il territorio. Così un’infelice notte si trasforma in pieno giorno: tutte le luci del cantiere si accendono all’improvviso e si odono spari da ogni parte. Questa volta il nonno non è il solo ad essere armato. Non resta che fuggire veloci attraverso boschi, rovi e sterpaglie, su un terreno reso scivoloso dalla pioggia recente, e cercare di raggiungere al più presto i cavalli. A un certo punto John si ritrova solo. Afferra un ramo per difendersi, ben consapevole, però, di non avere nessuna possibilità se dovrà vedersela contro una colt o un fucile: così, a sedici anni, riceve il suo battesimo del fuoco…

Esce ora la nuova edizione ad alta leggibilità del fortunato romanzo breve di Christophe Léon che, nato ad Algeri e diplomato all’Accademia di Belle Arti di Marsiglia, ormai da vent’anni scrive opere di narrativa rivolte a lettrici e lettori adolescenti. I temi sociali e ambientali emergono nei suoi libri. Granpa’, una storia western che trasmette profonda consapevolezza ecologica, era già uscito in Italia nel 2012, vincendo tre anni dopo il premio "Un libro per l’ambiente". Tanto breve quanto ricco sia dal punto di vista contenutistico che stilistico, questo romanzo esprime in modo sobrio come potrebbe essere la vita umana se fosse condotta in sintonia con la natura. Ma non solo. Esso induce alla riflessione su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato nella vita quotidiana degli esseri umani, ponendo l’accento su un fondamentale e attualissimo quesito: perché la compagnia petrolifera che compromette i delicati equilibri naturali di un vasto territorio è giudicata perfettamente in regola mentre chi cerca di difendere quello stesso luogo, i suoi abitanti umani e animali e le specie naturali che vi crescono viene definito fuorilegge? “Non siamo niente, figliolo, senza gli animali, le piante e i minerali. Credimi, non è il caso di definirci superiori se non siamo capaci di preservare quello che la natura ci offre. E gratis, per di più”, spiega il vecchio a John e noi avvertiamo la profonda sintonia che li unisce. Perché uno dei temi del romanzo, e non secondario, è anche quello dell’intesa e dell’affetto che lega nonni e nipoti.