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Grant Morrison - La vita e le opere

Grant Morrison - La vita e le opere

Scozia, anni ’60. La “guerra fredda” e la conseguente paura della bomba sono incubi quasi tangibili. Grant è un bimbo di pochi anni. Suo padre, Walter Morrison, ex soldato, e sua madre, l’attivista femminista Agnes Lygate, sono entrambi pacifisti dichiarati, con un ruolo di spicco nelle proteste per la presenza dei sottomarini statunitensi “Polaris”, armati di testate nucleari, nelle acque dell’Holy Loch, breve fiordo a poche miglia da Glasgow: la presenza di quei sommergibili rende la città scozzese un evidente bersaglio per le atomiche sovietiche. In casa girano pubblicazioni antimilitariste, e Walter porta spesso il figlio a giocare a pallone nei pressi delle installazioni nucleari, in modo da poter gettare la sfera oltre le recinzioni e avere una buona scusa per scavalcarle e scattare foto degli impianti da passare alle riviste di controinformazione. Grant è affascinato da suo padre. Ne ammira l’intelligenza, il carisma, la generosità, il suo mettersi al servizio degli altri. Una figura di riferimento. Qualcuno da cui trarre ispirazione: divenuto uno degli autori principali nel panorama mondiale dei comics, Grant Morrison definirà Superman, il supereroe per antonomasia, “un po’ come Dio, un po’ come papà, un po’ come una celebrità”. Quando, nel 2004, Walter Morrison muore, Grant sta lavorando al progetto di una miniserie sull’Uomo d’acciaio. La tragedia della perdita del genitore, e quel che suo padre ha rappresentato per lui, diventano parte di quella narrazione: All Star Superman esce nel 2005. Racconta gli ultimi dodici mesi di vita di Superman e il suo misurarsi con la mortalità. La serie riscuote un enorme successo. Morrison la definisce come la migliore delle sue storie; per la maggior parte dei fan è semplicemente un capolavoro…

Luigi Siviero, trentino, classe 1977, scrittore di poesie, racconti, fumetti e saggi, prosegue l’analisi dell’opera di Grant Morrison iniziata con Dopo il crepuscolo dei supereroi. Al pluripremiato e prolifico autore di fumetti, drammaturgo, musicista, saggista di origine scozzese – ricordiamolo – dobbiamo il leggendario Batman - Arkham Asykum: una folle dimora in un folle mondo (magnificamente illustrato da Dave McKean), la creazione di The Invisibles, il rilancio e la riscrittura di Animal Man, di Doom Patrol, della Justice League of America nella nuova testata JLA, e la nuova spinta propulsiva impressa a Batman, di cui ha sceneggiato dal 2006 al 2012 un lungo e acclamato ciclo narrativo. Siviero passa al setaccio la biografia e la carriera di Morrison: dalle prime esperienze come disegnatore all’utilizzo della metanarrazione, dal rapporto con la musica a quello con la Magia del Caos, dall’utilizzo di droghe all’animalismo, dal travestitismo (in una intervista risalente ad ottobre 2020 al magazine di cyberculture “Mondo2000” Morrison ha rivendicato una identità di genere non-binaria) all’impatto dell’11 settembre, dai successi clamorosi ai progetti falliti. Un ampio spazio (forse eccessivo) è occupato dalle feroci diatribe tra Morrison e colleghi del calibro di Howard Chaykin e, soprattutto, Alan Moore (che pure aveva segnalato l’autore scozzese, quando era ancora agli inizi della professione, ai vertici della DC Comics): contrapposizione a cui non è certamente estranea la visione di Morrison della figura del supereroe, “simbolo di fiducia e positività”, in antitesi alle caratterizzazioni più oscure, tipiche della “Dark age”, che si erano affermate negli anni ’80 grazie a opere come Watchmen dello stesso Moore e Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller. Costruito su un apparato bibliografico e sitografico di notevole entità, a testimonianza di un lavoro di ricerca appassionato e di spessore, Grant Morrison La vita e le opere avrebbe di sicuro beneficiato di un indice analitico finale, e di un più accurato lavoro di editing, che avrebbe evitato qualche ripetizione e reso più scorrevole una lettura, che, seppur piacevole, rischia di risultare indirizzata ad una platea piuttosto circoscritta.