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Per grazia ricevuta

Per grazia ricevuta
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Una giovane donna, convivente di uno spacciatore, deve prendere in mano l’attività in prima persona dopo che lui viene ferito a morte da una coltellata, ma la polizia la tiene d’occhio; Matteo, un giovane col talento della musica, deve lasciare lo studio della chitarra per andare a lavorare in una tipografia clandestina che stampa cloni di libri di successo; una donna della Napoli bene si destreggia tra il lavoro, la famiglia e una relazione extraconiugale; il microcosmo di due sorelle orfane di padre, tra lavori malpagati, tesi di laurea plagiate, infelicità assortite e ristrutturazioni domestiche...

Senza cadere nella trappola del macchiettismo o della critica sociale di maniera, la Parrella tratteggia in quattro atti una Napoli viva, disperata, compiaciuta. Malgrado la giovane età (o forse proprio grazie a questa), una voce potente ed emozionante si affaccia sul panorama letterario italiano, abile a shiftare dal linguaggio dei bassi a quello delle gallerie d’arte, regalandoci alcuni tra i più bei ritratti femminili degli ultimi anni. Soprattutto nel racconto conclusivo, p.G.R., colpisce la capacità di divertire, immalinconire, fare rabbia e in generale catturare l’anima stessa del sud con una parola, una virgola, un aggettivo.