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Grazie, Strega

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Succede spesso. Le vite cambiano in continuazione. Da quando i colleghi si sono accorti della sua storia con la bottiglia, Diego, si è trovato praticamente senza nulla da fare. È stato persino declassato all’attività di revisione delle buste paga, a cui solitamente sono assegnati i lavoratori meno produttivi. Ma non se ne preoccupa più di tanto. Quella della dipendenza dall’alcol è una fase che deve attraversare e non ha bisogno di persone impegnate a fargli cambiare idea. Non ha bisogno di persone che non conoscono e non comprendono la reale entità del suo trauma. Marco invece combatte con gli apparecchi di Nanna, di cui è l’unico parente rimasto in vita. Nanna è attaccata ad una bombola d’ossigeno per respirare e ad una flebo per nutrirsi e quando il cingalese che si occupa di lei manca è Marco a doverlo sostituire, nonostante tutti gli impedimenti che la sua cecità comporta. Ma è l’unico a poterlo fare, sicuramente non sua mamma che entra ed esce dalla comunità di recupero per tossicodipendenti. Anche la vita di Laura è cambiata. Da quando viene fatta andare via dall’hotel La Gemma di Roma Termini per tornare a casa. Al telegiornale sente che c’è stato un incidente. La Fiat Regata rossa guidata da suo padre era ferma sulla corsia d’emergenza. Luca doveva fare pipì. Un tir carico di pollame ha travolto la loro auto e Luca è morto sul colpo, lontano da sua sorella. Lei ricorda l’ultima volta che l’ha visto. Prima di partire. Lui nascosto dietro le gambe della mamma. Lei ha sorriso. Lui le ha fatto la linguaccia. “Ciao, mostro!” “Addio, strega!”…

Un thriller dalla narrazione fluida e ricco di colpi di scena, una struttura temporale non convenzionale e tre protagonisti che non potrebbero essere più diversi. Con Grazie, strega - terzo posto della classifica generale dell’ottavo Premio Letterario Caterina Martinelli - Mauro Resta si cimenta in un romanzo ricco di sfumature, grazie innanzitutto ai diversi punti di vista dai quali è narrata la vicenda, e carico dei toni suggestivi tipici di un romanzo di genere accostati all’atmosfera coinvolgente costruita anche attorno a sporadici rimandi alla cultura pop anni Ottanta (la storia è ambientata nel 1991) e al generale sentore di nostalgia che ne consegue. Facendosi forza sui motivi ricorrenti del thriller ed utilizzando quindi la suspense e la tensione come elementi principali della trama, Resta riesce a rendere la narrazione scorrevole e fluida pur non utilizzando una linea narrativa rigorosa e dritta al punto ma capace anzi di fare mille giri senza perdersi. L’autore approfondisce inoltre i diversi background dei personaggi evitando sapientemente i cali di attenzione e l’effetto “spiegone” che spesso questi comportano e infatti, nonostante scriva spesso nel corso della narrazione riguardo il passato e le storie personali dei propri personaggi, non perde mai di vista il senso complessivo della trama rendendo così Grazie, strega un romanzo meditato, la cui cura strutturale rappresenta un pregio non da poco.