Salta al contenuto principale

Guardami più forte

Guardami più forte
David è un ragazzo come tanti altri, studia e si allena a giocare a calcetto, ma la cosa che ama fare di più è prendere lezioni di francese a casa di monsieur Morteaux, un signore di mezza età che trasmette a David la passione per Marcel Marceau, celebre mimo francese. Ma David non sa che sua madre ben 25 anni prima ha avuto una relazione proprio con il suo insegnante di francese. Lo scopre un giorno quando vede sua madre attraversare la strada per entrare nel portone di casa del signor Morteaux. L'evento distrugge la famiglia di David, che si rifuggia nel silenzio e decide di diventare artista di strada facendo anche lui il mimo, ma una visita inaspettata sta per svelargli incredibili segreti...
La storia, ambientata nella Roma dei nostri giorni, ha da subito un sapore fatto di nostalgia e di vecchi ricordi. Gli acquerelli di Luca Russo danno la sensazione di qualcosa di indefinito. Il tratto è volutamente impreciso, e i colori escono fuori dai bordi. Colori mai accesi, mai troppo forti. Dominano il giallo ocra, il verde e il bianco. Tutto è ovattato, come in un sogno. I protagonisti, pur muovendosi in una Roma dei nostri giorni (con tanto di macchine fotografiche digitali e cellulari) si ritrovano in una città surreale. Le strade sono quasi sempre vuote e, sembra incredibile, senza, macchine né motorini. Il disegnatore non si avvicina mai troppo ai personaggi e ce li fa vedere il più delle volte da lontano. Le inquadrature sono semplici, non c'è una smaniosa ricerca del punto di vista particolare. Anche l'uso delle linee cinetiche è molto ridotto, i personaggi sono fissati nei loro movimenti in una immobilità irreale. Una lentezza senza ritmo, percepibile anche nella storia, che non decolla mai. I colpi di scena sono prevedibili e sembrano studiati a tavolino. La storia è una linea retta dall'inizio alla fine, non ci sono sali-scendi, nessuna curva mozzafiato. Anche nei momenti che dovrebbero essere più emozionanti o drammatici non c'è coinvolgimento. Forse perché i personaggi avrebbero meritato più tempo per essere approfonditi. Il passato e l'interiorità dei personaggi, che pur si intravedono, avrebbero potuto essere sviscerati di più. Come per esempio il mutismo di Davide, una trovata che incuriosisce ma che non trova un'adeguata spiegazione. A far sentire di più la sua mancanza è lo scontro, la reazione chimica che avviene tra personaggi dal carattere diverso, i quattro personaggi principali sono infatti caratterizzati più o meno tutti alla stessa maniera: depressi e malinconici.