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Guerra fredda

Guerra fredda

La Guerra fredda - fortunatissima definizione coniata dal giornalista Walter Lippmann nel 1947 ma in qualche modo già anticipata da George Orwell nel 1945 - ha caratterizzato oltre quattro decenni di storia europea e mondiale. Comincia quando Stati Uniti e Unione Sovietica, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, esauriscono le ragioni per rimanere assieme in una coalizione in chiave antinazista. Si vengono a contrapporre così due mondi totalmente agli antipodi per ideologia, economia e riferimenti culturali. Churchill, nel famoso discorso del 5 marzo 1946 tenuto all’università americana di Fulton, parla di “una cortina di ferro che è calata sull’Europa, di là i paesi schiavi, di qua i paesi liberi”. L’anno successivo il presidente americano Truman chiede al Congresso i fondi per riarmare Grecia e Turchia in chiave anticomunista. La conclusione della Guerra fredda è universalmente nota: il 9 novembre 1989 migliaia di giovani tedeschi invadono la zona off limits del muro di Berlino. Nel mezzo tantissimi conflitti più o meno caldi e più o meno noti ed evidenti, black ops, accuse reciproche ad alta tensione e trattati di disarmo e di pace che hanno formato il mondo per come lo conosciamo adesso e i cui dettagli vengono rivelati con il contagocce solo ultimamente, con ripercussioni pesanti anche sul presente...

Luigi Sepe, funzionario della Polizia di Stato laureato in Scienze Politiche e in Comunicazione Internazionale, in questo libro è riuscito a ricostruire l’ultimo decennio delle relazioni tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica in una prospettiva storico-politica globale, quindi non solo come una contrapposizione granitica tra due blocchi, ma anche come una progressiva interattività che ha portato al disgelo definitivo. Questo alla luce anche delle recenti aperture degli archivi sovietici e dell’Europa orientale che hanno permesso agli storici di consultare nuove fonti che in molti casi hanno ribaltato la visione comune del conflitto. Il tutto sempre con un occhio fisso sul presente e soprattutto sul futuro, per comprendere al meglio l’assetto mutevole dello scacchiere internazionale in continua evoluzione anche nel momento in cui scriviamo. Interessante, istruttivo, prezioso.