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Guerra - Le parole per dirla (ai bambini, agli adolescenti e a noi stessi)

Guerra - Le parole per dirla (ai bambini, agli adolescenti e a noi stessi)

La guerra, che fino a pochi mesi fa era un racconto fatto dai nonni, oggi è di nuovo una minaccia concreta. Televisione, giornali, radio, ovunque ci sono notizie e immagini che arrivano senza filtri anche ai bambini e ai giovani, mentre gli adulti sono increduli e incapaci di trovare le parole giuste per mediare, per rispondere in maniera adeguata alle domande dei giovani. Per non restare in silenzio, per riuscire ad affrontare con maggiore serenità le loro richieste di chiarezza e rassicurazione, vengono in aiuto quattro professionisti, che affrontano il tema della guerra da più punti di vista per trovare un modo di narrare la cruda realtà e allo stesso tempo rivolgere uno sguardo operativo verso la resilienza e la costruzione della pace. La prima voce è quella di Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, che nel corso degli ultimi trenta anni ha incontrato migliaia di giovani con cui ha condiviso non solo ricordi, ma anche la volontà fondamentale di essere protagonisti responsabili della Storia, accogliendo chi fugge dalla guerra, dalle persecuzioni. Che si ignori e si eviti di parlare della guerra o che si “normalizzi” la situazione bellica, perché in fin dei conti la propria vita continua più o meno come sempre, i giovani raccolgono le informazioni e si creano opinioni personali che...

Guerra. le parole per dirle (ai bambini, agli adolescenti e a noi stessi) è un saggio scritto a otto mani per imparare strategie che ci rendano adulti consapevoli, affidabili anche quando sembra che tutto vada a rotoli. Liliana Segre testimonia la necessità, anzi l’urgenza di agire come persone responsabili perché, come ha insegnato don Milani, “I care”: dobbiamo agire in ogni situazione conoscendo e ricordando la storia, con interesse per l’altro. Stefano Vicari suggerisce come veicolare le informazioni per capire la guerra, rassicurare attraverso la “verità misurata”, educare alla pace. Alberto Pellai indica modalità d’intervento con i bambini sotto dieci anni, che hanno bisogno di trovare nell’adulto una base sicura, degno di fiducia perché calmo e tranquillo, capace di sostenerlo. Daniela Lucangeli propone una prospettiva di pensiero e di azione che portino a fare esperienza di educazione alla pace. Dario Ianes e Sara Franch sottolineano il ruolo importante della scuola nello sviluppo delle conoscenze, dei valori per la formazione dei cittadini del domani che siano capaci di realizzare società eque, pacifiche, inclusive. Se nella prima parte del libro troviamo informazioni e indicazioni teoriche, la seconda parte contiene innumerevoli, preziosi suggerimenti e consigli pratici per riconoscere i segnali di disagio, per affrontare i discorsi con i figli o gli alunni e dare risposte, supporto e conforto. Poche proposte raccolte e suddivise in maniera pratica per gradi scolastici. Parlare di guerra, affinché i giovani imparino a entrare in empatia con l’altro, consapevoli che non esiste una netta divisione tra buoni e cattivi. diventare adulti capaci di parlare di fatti di attualità e confrontarsi anche con le realtà più complesse.