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Guglielmina di Barbone Pudel di Baviera

Guglielmina di Barbone Pudel di Baviera

La bianca barboncina di corte aristocratica e decisamente un po’ snob Guglielmina di Barbone un giorno decide di passare un periodo di relax nella residenza di campagna familiare. Per presentarsi e creare buoni rapporti decide di organizzare un pranzo di benvenuto per tutti gli abitanti dei dintorni: volpi, uccelli, faine, mici... Gli invitati al banchetto sono tutte creature di campagna che mai sono stati ad un banchetto di tale rango e con un’etichetta di tale genere. E così i guai si affacciano subito alla porta: non appena infatti tutti i convitati sono seduti e le pietanze vengono poggiate sulla tavola in modo del tutto casuale (e già... il cocomero a un gatto, il pesce al pappagallo, le banane alla coniglia...) un vero e proprio putiferio si scatena senza controllo! Ogni ospite affamato si lancia ad arraffare il cibo del vicino (se non addirittura arriva ad azzannare proprio... lo stesso vicino!) e una baraonda furibonda scoppia nella sala, tra sedie che volano in aria e animali che lottano fra di loro, tanto che alla fine finisce per andare tutto in frantumi. Atterrita da tutto quel caos alla povera Guglielmina non resta altro che fuggire a casa e non tornare mai più tra quegli zoticoni e pericolosi ospiti di campagna...

La collaborazione tra Annarella A. Morejon e l’illustratrice umbra Nada Salari (dopo La favola imbandita, Nuova Ipsa Editore) continua con un nuovo appuntamento, pubblicato questa volta dall’editore Terre Sommerse. In una veste grafica cresciuta e maturata con un albo a piene illustrazioni, il libro è una favola divertente sul tema della diversità, presentato con disegni a doppia pagina dai colori allegri e vivaci. L’albo che ha un divertente testo in rima è indirizzato ai più piccoli e racconta con i suoi versi la storia di un goffo tentativo di incontro finito inesorabilmente in maniera disastrosa. Perché del resto è sempre disastroso tentare di annullare le differenze tra le persone e pensare di omologare tutti in un unico modello invece di rispettare e valorizzare le singole caratteristiche che ognuno porta in sé.