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Guscio di noce

Guscio di noce
“L'incontro fu dei nostri vizi/ il più temuto/ tenuto come debolezza prematura”, versi che servono da introduzione e conducono a una riflessione profonda. Poesie che conducono nelle pieghe dell'esistenza e lì si fermano. “Mi convinse l'idea che un'altra vita/ non sarebbe stata uguale e vagamente/ valeva la pena di imbrigliare l'urgenza/ alla pace gustosa dei luoghi noti”: il ricordo, la domanda su dove si è diretti, la nostalgia della provenienza, la pesante parte della vita di tutti i giorni a incidere sui cambiamenti obbligati, sui quali il poeta può solo fare da osservatore e indagatore. Non c'è spazio per l'improvvisato, ma solo una ricerca che le poesie fanno con onestà intellettuale, lasciando un angolo, un luogo dove “Il paese inquieto sapeva/ fare a meno della razza e ti offriva/ una rimessa e una riserva di viti/ e piccoli segni di carbone sul muro/ ad ogni pianto una tacca/ una scadenza da esaudire/ un'occhiata lieve limava la vendetta/ su ognuno tracciato/ alla medesima quota”. Resta così una grande indagine sulla vita, sui sentimenti, sulle mancanze, sui bisogni accuratamente separati dal superfluo…
Vanni Schiavoni con questa raccolta intima presenta la seconda parte della sua Trilogia delle radici, iniziata nel 2006 con Salentitudine, sempre edito da Lietocolle. In questo secondo capitolo viene mosso il filo della memoria e dato risalto a tutte le forme di eredità che il sangue porta con sé: “Come liberi un padre/ verso l'appuntamento acido?/ Muovendo z remi il tempo avuto in sorte/ piuttosto che permanere, avvenire/ pure cedendo a un vizio un principio/ una speranza anziché smetterla/ non cercando la dismissione ad ogni costo/ non chiudendo le debolezze/ o lasciandole a distanza inarrivabili:/ si piallano dentro le botteghe consunte/ fatte a forma di incontri”. La poesia di Schiavoni, giovane autore del Salento, è densa, precisa, non è vincolata da nessuno schema che segua regole e dettami della moda letteraria ma si abbandona a una ricerca intima che valorizza ogni sentimento ed emozione, fino a renderlo unico e nello stesso tempo universale. È una poesia “antica”, che viene da lontano, articolata, che prende spunto dalla terra di origine, dai padri, da realtà che sempre più spesso dimentichiamo. Schiavoni ha anche al suo attivo un romanzo, Come gli elefanti in Indonesia (LiberArs, 2001) e altre raccolte poetiche.