Salta al contenuto principale

Hans Zimmer - La rivoluzione cinematica

Hans Zimmer - La rivoluzione cinematica

È il 1994, e Hans Zimmer ha appena raggiunto la sua consacrazione mondiale ricevendo la sua prima statuetta per la colonna sono de Il re leone. Il secondo Oscar per la migliore colonna sonora lo riceverà nel 2022, con la pellicola firmata da Denis Villeneuve Dune. Nel mezzo, una carriera costellata di lavori che hanno contribuito a rendere Zimmer uno dei compositori più richiesti e talentuosi dell’epoca contemporanea. A caratterizzare il lavoro del compositore tedesco è la mancanza di un tema principale legato a un personaggio o a una situazione specifica, quanto piuttosto la creazione di una atmosfera che viene ripetuta e proposta – durante l’intera pellicola – seguendo “l’andamento di un pattern ritmico-melodico che cresce di dinamica e intensità, accumulando tensione fino ad arrivare ad un climax e ripartire da un successivo annichilimento strumentale”. Emblematici i caratteristi “Braams” inseriti per la prima volta in Inception, il film del 2010 a firma del regista Christopher Nolan: rumori forti e minacciosi in crescendo, diventati firma del compositore e ritrovabili – declinati in modalità sempre e del tutto originali – in altre pellicole. Poliedricità, innovazione e originalità sono elementi che si riscontrano in tutte le colonne sonore del compositore, che spaziano dai film di animazione ai kolossal storici (un titolo tra tutti, Il Gladiatore di Ridley Scott) e che rendono la sua musica “una porta” da attraversare per “ascoltare e avere la possibilità di vivere una esperienza emotiva”...

È un concentrato di filmografia e musica il libro di Luca Perrone dedicato a uno dei compositori più influenti della nostra contemporaneità. Partendo dalla vita e dall’infanzia di Hans Zimmer, Perrone ricostruisce la carriera dell’artista focalizzandosi sulla modalità di comporre musica, su come questa venga costruita in maniera sempre originale pur mantenendo un nocciolo di struttura che – nel tempo – è diventata la firma di Zimmer. Tre macrocapitoli per cercare di condensare in poco meno di 150 pagine la carriera maestosa e mastodontica del compositore tedesco che, puntualmente, viene richiamata da Perrone, con una attenta e precisa analisi sulla colonna sonora di volta in volta in esame. Particolarmente da apprezzati i continui riferimenti ai singoli brani che permettono, anche senza una connessione visiva, di poter rimmergersi nelle atmosfere delle pellicole, in particolare della sezione dedicata al regista Christopher Nolan. Nonostante la maggior parte dei film citati siano ormai entrati nella cultura di massa, il continuo richiamo alle singole tracce potrebbe creare senso di smarrimento in chi non abbia una cultura cinematografica così vasta, con il risultato di rendere Hans Zimmer. La rivoluzione cinematica una lettura destinata non a un pubblico generalista, quanto a agli addetti ai lavori che apprezzeranno senz’altro le appendici del libro (filmografia e sitografia).