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Ho ucciso. Ho sanguinato

Ho ucciso. Ho sanguinato

Sul fronte francese è una livida notte di guerra. I fanti marciano cantando canzoni sconce e affondando nel fango. Arrivano da tutte le parti altri soldati. E piovono bombe, squarciando il silenzio della notte. Si sente, sordo, il sinistro concerto delle mitragliatrici. In condizione di estrema agitazione nervosa, mentre si intravedono nel buio le trincee tedesche, i soldati francesi si preparano all’ennesimo assalto sanguinoso. Sanno che sarà una carneficina. Ma non pensano. Non possono permetterselo. Debbono soltanto essere i più veloci e astuti per potere sopravvivere prima che ilo nemico li colpisca... È il 1915, nella regione di Champagne, insanguinata dalla fallita offensiva che si è tramutata in un feroce massacro. Tra i feriti, c’è lo stesso Cendrars, a cui hanno mozzato un braccio. Comincia da qui un calvario notturno che lo vede trasportato in ospedale per ricevere le cure necessarie. Il dolore è atroce. Come la confusione. In stato di semi-coscienza, il protagonista arriva infine a destinazione. E qui condivide la sua terribile sofferenza con tanti compagni di sventura...

Chi ha vissuto la terribile esperienza della trincea nel tempo funesto della Grande Guerra non è più stato come prima. Il mondo è apparso sotto una sinistra luce. Eppure, l’ostinato istinto di sopravvivenza, ha legato ancora più strettamente il reduce alla vita. Lo scrittore, in questi due brevi e intensi racconti, consegna al lettore un’immagine vivida, spesso truculenta, e perciò realistica, dell’immane tragedia vissuta da tanti giovani mandati al macello delle trincee. Lo fa con una prosa secca, avvincente, che procede con il ritmo serrato di un resoconto drammatico che non ammette pause. Spesso indugiando volutamente su particolari ripugnanti, o sul comportamento scellerato di certi ufficiali. In questo modo, confezionando ritratti lucidi e taglienti di un’umanità calata in una situazione eccezionale. Il volume si legge perciò tutto d’un fiato, anche grazie all’efficace traduzione di Pilastro. Alla fine, è collocato un utile Glossario, che giova a decifrare certi riferimenti alla vita militare del tempo.