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Home body - Il mio corpo è la mia casa

Home body - Il mio corpo è la mia casa

Per anni si è sentita sconnessa. Come se lei, il suo corpo e la sua mente - nonostante abbiano la stessa sede - fossero tre persone diverse. Questo sentirsi sconnessa dal corpo è dovuto forse alla depressione che, silenziosa, in passato arrivava persino a pietrificarla con il suo grido muto (“la depressione è silenziosa / non la si sente mai arrivare / e tutt’a un tratto è / la voce più alta che si ha in testa”) (“mentre tutti gli altri / vivevano la vita a colori / la depressione mi pietrificava”). La depressione. Fa mente locale, andando a ritroso con i ricordi, prova a scovarne l’origine: che sia innata? Che sia stato l’amaro frutto dell’abbandono della sua terra natia? (“forse ce l’ho fin da quando sono uscita dal grembo / è possibile nascere / con uno spirito tanto melanconico / forse mi è venuta incontro all’aeroporto / mi si è infilata nel passaporto / ed è rimasta con me / ben oltre l’atterraggio in / un paese che non ci desiderava / forse era sul volto di mio padre / quando ci è venuto incontro al ritiro bagagli”). Che gliel’abbia lasciata il suo stupratore, o il suo fidanzato violento “o forse è stata tutte queste cose insieme”. D’altronde, “ciò a cui siamo sopravvissuti / vive in noi”, ma lei ripete a se stessa “io non sono vittima della mia vita / ciò che ho passato / mi ha trasformata in una guerriera / ed è mio grandissimo onore essere lei”. È grazie all’amore per sé e per il suo corpo (“l’autoappagamento è un atto / di autopreservazione / quando mi sento scollegata / mi collego al mio centro / tocco dopo tocco / ricado in me stessa / all’orgasmo”), alla sacralità dell’amore erotico (“avvolgo le mie sacre gambe / intorno alla sua pesante testa / e lascio nuotare la sua lingua / verso la salvazione”) e alla potenza delle donne nella sua vita che “dopo tanto tempo scollegati / la [sua] mente e il [suo] corpo si stanno / finalmente unendo”...

Home Body è il terzo tassello del percorso poetico di Rupi Kaur. Classe 1992, Kaur è una poetessa e illustratrice canadese di origine indiana che nel 2014 è divenuta un vero e proprio caso editoriale con la raccolta Milk and Honey a cui ha fatto seguito, nel 2017, The Sun and Her Flowers. Con Home body, la celebre instapoet ripropone la formula delle precedenti pubblicazioni e grazie alla quale è assurta all’olimpo dell’editoria internazionale. La formula, che consiste in una scrittura dall’impianto minimalista e dal lessico semplice, rende la poesia di Kaur estremamente accessibile e spendibile sulle piattaforme social, in particolar modo su Instagram - da cui l’etichetta instapoet per riferirsi al filone poetico di cui Kaur è una delle rappresentanti più significative. Come nelle altre due opere, i testi sono spesso corredati da disegni outline autografi dell’autrice che riflettono il mood minimal e naïf della poesia. La raccolta è poi suddivisa in quattro sezioni (“mente”, “cuore”, “riposo” e “veglia”) che riuniscono sotto il medesimo nucleo tematico componimenti molto differenti tra loro in termini di lunghezza. Le poesie infatti non rispettano un preciso schema metrico, bensì si espando o si restringono sulla pagina a seconda dell’impatto che l’autrice vuole veicolare. Dalle composizioni più biografico- narrative (che occupano più pagine) alle poesie monoverso, una costante cifra stilistica è l’assenza di lettere maiuscole. Questa scelta tipografica emula l’alfabeto gurmukhi, ossia l’alfabeto del Punjab, regione del subcontinente indiano da cui proviene Kaur; in tal modo la poetessa rende omaggio e onora le sue origini. Le origini, e nella fattispecie il tema della diaspora e del senso di appartenenza, sono alcuno dei temi cardine della sua produzione, a cui si affiancano quello degli abusi sessuali, delle relazioni familiari, amorose e della salute mentale. Proprio con quest’ultimo tema si apre Home Body, con particolare enfasi sulle ripercussioni che i disturbi psichici hanno sul corpo e sulla necessità di accettare e accogliere il disagio come primo passo per riconnetterci con il corpo, nostra prima e autentica casa.