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Homo pharmacus - Dieci farmaci che hanno scritto la storia della medicina

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Gli antichi sumeri lo chiamavano hul gil, ovvero “pianta della gioia”, ma era conosciuto anche dagli assiri, dai babilonesi; Omero parlava del papavero da cui viene estratto nell’Iliade; la parola cinese che indica la sua linfa, ricavata praticando piccole incisioni verticali sul baccello del fiore, è ya pian, Opion quella greca che indica “succo”; lo stupefacente grezzo ricavato da quella linfa, essiccata e lavorata è noto come oppio. La sostanza, in qualunque modo venga assunta, provoca “uno stato di sonnolenza, una tendenza alla fantasticheria e la completa scomparsa di ogni dolore”. Tuttavia già nell’antichità i medici greci e arabi erano a conoscenza dei pericoli del suo abuso: Ibn Sina, più noto come Avicenna, aveva descritto la morte di un paziente ucciso da una dose troppo elevata introdotta per via rettale. Nel corso del tempo il suo uso si è diffuso in tutto il mondo; Paracelso, nel 1500, ne fece l’ingrediente principale del suo rimedio più famoso: il laudano. Nel 1800 si diffuse capillarmente negli strati più bassi della popolazione, per alleviare le fatiche e la fame, spingendo gli inglesi a creare estese piantagioni di papavero da oppio in India, che così ne divenne la maggior produttrice mondiale. A causa della crescente penetrazione tra i popoli del Celeste Impero, e del dilagare della piaga della dipendenza, l’imperatore ne proibì l’importazione nel 1799. I britannici ricorsero allora al contrabbando. Nel 1839 militari cinesi a Canton ne requisirono svariate casse a cui diedero fuoco; in risposta la regina Vittoria inviò navi da guerra e truppe, dando inizio alle “Guerre dell’oppio” che videro prevalere gli inglesi che ottennero così l’apertura dei porti cinesi alle flotte mercantili di Sua Maestà, e la cessione del porto di Hong Kong, che divenne così colonia britannica…

“I farmaci hanno cambiato il modo in cui concepiamo la nostra mente e ci rapportiamo a essa, e hanno modificato la nostra interpretazione della legge. Hanno inciso sulle relazioni internazionali e sono stati la causa scatenante di nuove guerre. Seguendo la moda del momento, potremmo addirittura ribattezzarci Homo pharmacus, la specie che crea e assume farmaci. Il Popolo della Pasticca”. Giornalista, editore, saggista, divulgatore, Thomas Hager (www.thomashager.net) delinea con la sua scrittura rapida e avvincente le “biografie” di dieci sostanze e loro derivati che hanno plasmato l’evoluzione della scienza medica - e non solo -, evitando intenzionalmente quelle già note al grande pubblico (la penicillina e l’aspirina) e preferendo concentrare l’attenzione, ad esempio, sulla clorpromazina (il primo farmaco anti-psicotico), gli oppiacei, le statine, gli anticorpi monoclonali. Di sicuro interesse, soprattutto in questo periodo, il capitolo dedicato al percorso che dalla “variolizzazione” (procedura che Lady Mary Pierrepont, moglie di Edward Wortley Montagu, ambasciatore britannico a Costantinopoli, aveva osservato eseguire nel corso delle sue frequentazioni degli harem e delle donne dell’aristocrazia ottomana) ha condotto alla prima storica vaccinazione, che ha permesso di debellare il vaiolo, una delle patologie infettive più temute fino al secolo scorso. Hager non si limita alla mera aneddotica: Homo pharmacus (in originale Ten Drugs: How Plants, Powders, and Pills Have Shaped the History of Medicine) offre interessanti spunti di riflessione sulla ricerca farmacologica e sul suo futuro, sul rapporto tra società e medicina, sul paradosso di un mondo in cui le società farmaceutiche generano profitti stratosferici mentre milioni di esseri umani non hanno accesso alle cure. Corredato da un accurato indice analitico, da una bibliografia essenziale, e da un minimo apparato iconografico (con vere e proprie chicche: vedasi il manifesto pubblicitario di un farmaco per la tosse a base di eroina, consigliato anche per bambini di età superiore ai tre anni!), il saggio è stato pubblicato per la prima volta nel 2019 e tradotto in quindici lingue. Il testo, in inglese, è inoltre disponibile come audiolibro sulla piattaforma “Audible” di Amazon. Consigliatissimo a cultori e a lettori curiosi!