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Horrorstör

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Orsk è l’ipermercato dell’arredamento tutto americano in salsa scandinava, una sorta di imitazione di Ikea. Ogni mattina all’alba, per cinque giorni su sette alla settimana (sette durante le vacanze), gli zombie arrancano nel parcheggio sciamando verso l’entrata dipendenti. In tutto ci sono 318 collaboratori, tra full-time e part-time in questo megastore di Cuyahoga County, nel cuore del cuore degli Stati Uniti, l’Ohio. Oggi sembra una delle tante giornate in serie che si trascinano sbiadite fino all’orario di chiusura eppure, sin dalle prime battute, qualcosa non va per il verso giusto. Per prima cosa il lettore ottico dell’ingresso dipendenti si è guastato, costringendo la massa di zombie ad entrare attraverso l’ingresso riservato ai clienti. Poi è stata la volta degli SMS con scritto “AIUTO!” che da diversi giorni tempestano i cellulari dei dipendenti. Infine qualche intemperanza di troppo da parte di clienti che ieri hanno scambiato gli arredamenti in esposizione per il letto o il fasciatoio dove cambiare il proprio bambino. Tuttavia, nonostante questi fastidi, l’unica cosa che scalfisce la mente di Amy, una giovane e un po’ svogliata dipendente del magazzino, è sperare di non incontrare Basil, il suo Responsabile di reparto. Lei ha già fatto domanda di trasferimento in un’altra filiale e non vorrebbe che, per ripicca, quel pagliaccio del suo Responsabile gliela faccia pagare in qualche modo, magari licenziandola per presunta inefficienza. La cieca fiducia di Basil nella policy aziendale e nel suo lavoro le dà il voltastomaco. Possibile che non capisca che siano tutte frasi fatte e cazzate? Ad ogni modo non c’è tempo da perdere perché è iniziata l’ennesima giornata di lavoro e anche oggi l’obiettivo è arrivare a fine turno…

Finalmente pubblicata anche in Italia a distanza di ben sette anni dalla sua uscita, Horrorstör è l’opera che ha portato alla ribalta nel mondo della narrativa il giornalista e sceneggiatore statunitense Grady Hendrix. La prima cosa che balza all’occhio quando si vede questo volume di circa 250 pagine esposto in libreria è la particolarissima e accattivante impaginazione, che strizza l’occhio al più classico dei cataloghi dell’Ikea, la multinazionale svedese del mobile. È infatti proprio in uno di questi supermagazzini (ribattezzato Orsk) che è ambientato il romanzo in questione, una brillante narrazione che è allo stesso tempo satira del consumismo imperante e delle gerarchie aziendali nonché un pastiche horror che richiama il cinema sanguinolento ma spiritoso del primo Sam Raimi. Hendrix confeziona un prodotto scritto con mestiere e spiccato spirito dissacrante, soprattutto nel mettere alla berlina certi meccanismi aziendali talmente perfetti sulla carta da risultare ridicoli e inapplicabili nella realtà. Attraverso i pochi ma godibili personaggi che incarnano dei tipi umani abbastanza consolidati – la dipendente inconcludente che si lascia trascinare dagli eventi, il Responsabile ottuso e imbevuto di aziendalismo, la zitella che nei colleghi e nel lavoro ha trovato una nuova famiglia e via di seguito … – si dipana il più classico degli intrecci horror, tra oscure presenze e locali infestati. La sovrapposizione tra i penitenti della prigione Alveare gestita dal sanguinario guardiano Worth – sorta nel 1800 sullo stesso terreno su cui è stato poi edificato Orsk – e gli zombie col cartellino al collo che ogni mattina ripetono meccanicamente e acriticamente un rito lavorativo senza slanci né prospettive è metafora vecchia come il mondo e un po’ forzata, tuttavia anch’essa in questa cornice di spaventoso divertimento si stempera e rimane impressa più nell’intento che nella pedanteria del ricordarlo pagina dopo pagina. Hendrix fa quindi centro e finalmente anche il pubblico italiano può collocare nella sua libreria svedese questo libro che, seppur non particolarmente innovativo nella sostanza, gode di una originalità formale e grafica davvero invidiabile.