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Humoursex – Pratiche di umorismo nelle scrittrici di fine Ottocento

humour

Stretto nella redingote ben attillata, con un mazzolino di mughetti nell’occhiello, Laurenzi ha appena concluso la sua dichiarazione d’amore a Donna Valentina. Quale sarà la risposta? Una risata squillante e ironica… L’ha vista per la prima volta in pasticceria e se ne è subito innamorato. Deve assolutamente sposare quella ragazza che possiede “l’apparecchio digestivo di uno struzzo nel petto gentile di una bella signorina di vent’anni”… La notte prima del matrimonio la futura sposa non riesce a prendere sonno. Completamente ignara delle cose della vita, come potrà far fronte ai doveri coniugali? Ma forse le sue sono preoccupazioni inutili, in fondo tutte le ragazze vorrebbero essere al suo posto… Karl Helmuth si è trasferito in Italia per studiare canto. Un giorno, in Galleria Pitti a Firenze, incontra lei: Francesca Verdon, giunta dall’America per seguire la sua passione, la pittura… Checchina, la padrona di casa, sta pulendo i mobili insieme alla cameriera Susanna quando suonano alla porta: è Isolina, che le chiede in prestito venti lire in vista del suo appuntamento extraconiugale con Giorgio… Tranquilla felicità: così si può definire la lunga vita insieme di Francesco e Serena Derossi. Ma le cose sembrano cambiare con l’arrivo della signora Enrica, cugina di Serena e transfuga da un matrimonio non riuscito… Finalmente è stato pubblicato lo studio storico-filosofico di Silvia Sanseverino sulle favorite dei re di Francia. Ma l’opera non è stata accolta con favore, anzi c’è chi non si capacita di come una donna giovane abbia potuto trattare un tema così immorale…

Ridere è una semplice azione naturale, eppure spesso fa paura. Perché? Forse perché da un lato sembra derivare da un processo irrazionale e, dall’altro, conferisce una nuova forma a ciò che è sotto gli occhi di tutti. Ridere di certe situazioni e anche di se stessi permette di osservare la realtà da un punto di vista altro, libero dalle convenzioni che intrappolano il pensiero. È proprio nella sua accezione di svelamento del vero che le autrici dei racconti riuniti in questa raccolta attingono a piene mani all’umorismo, così da sradicare dal profondo quell’immaginario di amore romantico che ha relegato le donne in un ruolo troppo stretto per loro. Si tratta di un atto di estremo coraggio: in un periodo, come quello tra fine Ottocento e inizio Novecento, in cui l’osservazione critica e l’ironia sono considerate pericolosi indizi di ribellione, prendere la penna e riscrivere un copione già scritto e assodato significa infatti esporre alla luce del sole il proprio desiderio di autodeterminarsi ed essere non solo le protagoniste, ma anche le fautrici della propria storia. Questa rivendicazione è portata avanti in modo acuto e colto da figure femminili fuori dai canoni classici, si tratta infatti di scrittrici, alcune delle quali attivamente impegnate nel giornalismo mondano o di denuncia sociale, poetesse e prosatrici che, con un abile e arguto uso delle parole, hanno aggiunto quel giusto tocco di acidità a un ingannevole romanticismo sciropposo.