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I bastardi vanno all’inferno

I bastardi vanno all’inferno

Mérins è un agente di polizia francese e quella mattina il cielo sopra la sua testa è bianco, il clima mite e triste. Parigi appare ai suoi occhi come una bandiera afflosciata sulla facciata di un palazzo pubblico. Mérins non vorrebbe essere lì davanti a quell’edificio solenne e sudicio dei servizi segreti, ma non ha altra scelta. Il capo della missione, denominato il Vecchio, l’attende nel suo ufficio, stravaccato sulla sua sedia girevole con le mani incrociate sopra il ventre, un viso tranquillo, sui cinquanta, con qualche ruga di troppo e uno sguardo triste che in teoria vorrebbe suscitare simpatia. Dopo un breve scambio di battute con il Vecchio, Mérins avverte degli strani rumori provenire dalla stanza accanto, dei colpi sordi, seguiti da un confuso lamento. Il vecchio allora gli dice: “Quell’uomo parlerà”. Mérins fa un cenno di approvazione con il capo per la frase pronunciata dal Vecchio. L’uomo in stato di fermo, nonostante le percosse, non dirà invece una sola parola. È la quinta volta che provano ad estorcergli con la forza le informazioni che cercano ma non c’è niente da fare, quindi non resta che provare un ultimo stratagemma. Mérins verrà chiuso nella stessa cella dell’uomo. Evaderanno, si nasconderanno da qualche parte e aspetteranno. Nel frattempo si spargerà la voce e il capo dell'organizzazione segreta proverà a mettersi sulle loro tracce. Quando li avrà trovati Mérins non dovrà fare altro che… il Vecchio fa un gesto inequivocabile, si passa rapidamente il pollice davanti alla gola…

Frédéric Dard è stato uno scrittore di noir molto prolifico, secondo soltanto a Georges Simenon, di cui è stato anche amico e grande estimatore. Scrisse questa storia per il teatro e il grande schermo nel 1950, il film diretto da Robert Hossein (in Italia conosciuto con il titolo Gli assassini vanno all’inferno) uscì nel 1955 mentre il romanzo venne pubblicato qualche anno più tardi, nel 1959. Nelle prime pagine del racconto, il protagonista confessa al lettore che la coscienza di un agente sotto copertura è destinata a rimanere inascoltata, anche quando alzerà la voce e farà di tutto per farsi sentire. Questo sarà l’unico momento riflessivo del protagonista, poi non avrà più nessuna esitazione, Mérins verrà travolto dalle innumerevoli circostanze. Dovrà cercare di resistere insieme al suo compagno di cella alle botte in carcere, alle punizioni inflittegli dal sadico capo secondino, detto il fetente, alla rocambolesca evasione, le ferite, la fame e la febbre su quell’isola maledetta. Una domanda tormenterà i due protagonisti fin dal loro primo incontro: “Chi sei? Un poliziotto, una spia o un fratello?” e soltanto al termine del racconto il lettore scoprirà la vera identità che si nasconde dietro Frank e Hal.